Quando si vuole rendere la navigazione in crociera più semplice, la scelta della vela portante viene spesso rinviata fino al momento in cui il gennaker resta nel gavone per timore di una raffica o di una strambata complicata. Il Parasailor New Generation propone un approccio diverso: una vela con ala integrata, pensata per lavorare su un arco molto ampio di andature senza tangone. Il video di prova aiuta a capire il comportamento in mare, ma prima dell’acquisto occorre distinguere bene tra promessa tecnica, manovra reale e prezzo completo.
In breve
- Il Parasailor è una vela portante con un’ala gonfiata dal flusso d’aria, progettata per aumentare stabilità e controllo.
- Il produttore indica un utilizzo da circa 60° di vento apparente fino alla poppa piena, quindi non sostituisce una vela di bolina.
- Si arma normalmente con calza e senza tangone, una soluzione interessante per equipaggi ridotti in crociera.
- La risposta alle raffiche tende a essere più graduale rispetto a uno spinnaker tradizionale, ma il meteo resta il fattore che decide quando issarla o ammainarla.
- Per una barca tra 35 e 45 piedi, il prezzo di una vela su misura può collocarsi indicativamente tra 8.000 e 15.000 euro, con differenze importanti per tessuto, dimensioni, calza e adattamento dell’attrezzatura.
Come funziona il Parasailor e perché l’ala cambia la navigazione
Il Parasailor è una vela asimmetrica da andature portanti, riconoscibile per l’apertura centrale attraversata da un’ala flessibile. Quell’ala non è un elemento decorativo. Durante la navigazione lascia passare e canalizza l’aria, creando una spinta che tende a stabilizzare il profilo della vela e ad alleggerire alcune reazioni brusche tipiche delle grandi vele da poppa.
Con uno spinnaker classico, una raffica può far aumentare rapidamente lo sbandamento e la pressione sul timone. Il timoniere deve correggere, l’equipaggio deve lascare con decisione e, su una barca da crociera con poche persone a bordo, i tempi di reazione contano. Il principio dichiarato della vela intelligente consiste proprio nel rendere la variazione di carico più progressiva, non nell’eliminare il rischio di una manovra sbagliata.
L’ala lavora anche come una grande stecca trasversale. Tiene più aperta e sostenuta la parte alta della vela, limitando in certe condizioni i collassi e le chiusure che rendono instabile un gennaker tradizionale. Si tratta di un vantaggio concreto quando il vento arriva irregolare, come accade spesso tra le isole, sotto costa o nelle ore pomeridiane di una crociera estiva.
La tecnologia non modifica la fisica della barca. Se il vento cresce oltre la capacità dell’equipaggio, se il mare formato rende difficile governare o se il pilota automatico non riesce a seguire l’onda, la vela va ridotta o ammainata. L’ala aiuta la gestione, ma non trasforma una navigazione impegnativa in una passeggiata.
Il range di andature dichiarato dal produttore
Il punto più interessante è l’ampiezza della direzione in cui il Parasailor può essere utilizzato. Le comunicazioni tecniche relative alla versione New Generation parlano di un impiego da circa 60 gradi di vento apparente fino a 180 gradi. In termini pratici, può coprire il traverso largo, il lasco, il gran lasco e la poppa piena.
A 60 gradi apparenti una barca non sta navigando di bolina. Se il programma prevede lunghe tratte controvento, serviranno comunque fiocco, genoa o vela di prua adatta. Il Parasailor non sostituisce l’intero guardaroba della barca; può però ridurre il numero di vele portanti che un armatore porta realmente a bordo e utilizza con continuità.
Il valore di una vela versatile emerge soprattutto in crociera. Una famiglia su un 40 piedi difficilmente cambia vela a ogni variazione di cinque o dieci gradi del vento apparente. Se l’andatura si apre progressivamente durante una traversata di 20 miglia, poter mantenere la stessa vela senza armare un tangone o preparare uno spinnaker rende la giornata più ordinata.
Il video pubblicato dopo la prova in mare mostra proprio questo impiego su un vento leggero, inferiore a 10 nodi. È una condizione frequente nel Tirreno durante le mattine d’estate, prima che entri la brezza termica. In quelle ore una vela portante efficace può evitare di procedere a motore, ma la velocità ottenuta dipende sempre da dislocamento, carena, stato delle vele e onda residua.

Parasailor New Generation nel video e la manovra con calza senza tangone
Il video dedicato al Parasailor New Generation merita di essere guardato con un obiettivo preciso: non cercare una dimostrazione spettacolare, ma osservare sequenza di issata, regolazione delle scotte, comportamento della vela e procedura di strambata. È qui che una soluzione adatta alla crociera si distingue da una vela efficace soltanto con equipaggio numeroso e allenato.
La configurazione descritta usa una calza avvolgente. La vela viene preparata sottocoperta o in coperta, collegata a drizza, mura e scotte, quindi issata ancora raccolta. Quando tutto è sotto controllo, la calza viene sollevata e libera la superficie velica. Per l’ammainata si procede nel verso opposto, coprendo la vela prima di abbassarla.
Questo sistema non annulla la necessità di una preparazione accurata. Scotte incrociate, drizza passata nel punto sbagliato o calza non libera possono bloccare l’operazione nel momento meno comodo. Prima di uscire dal porto, Lei dovrebbe verificare che ogni cima corra libera, che il sacco sia posizionato lontano da bitte e winch e che la drizza non possa sfregare contro crocette o antenne.
Perché l’assenza del tangone interessa chi naviga in crociera
Uno spinnaker simmetrico richiede spesso tangone, amantiglio, carica basso, bracci e una gestione più articolata delle strambate. È una vela molto efficace in poppa, ma domanda spazio in coperta, pratica e comunicazione continua. Per un equipaggio che naviga una o due settimane all’anno, quella sequenza può diventare il motivo per cui lo spinnaker non viene mai issato.
Il Parasailor lavora come vela asimmetrica e non richiede tangone. La mura viene fissata a prua o su un bompresso predisposto, mentre le due scotte arrivano ai lati del pozzetto. Su una barca da noleggio questo dettaglio va controllato prima della partenza: non tutte le prue hanno un punto di mura capace di sostenere i carichi di una vela portante di grandi dimensioni.
La strambata può essere eseguita con doppia manovra, mantenendo la vecchia scotta in tensione mentre la nuova viene recuperata gradualmente. Il pilota automatico può mantenere la rotta se mare e vento sono regolari, ma non deve sostituire una persona al timone nelle fasi delicate. Con onda al giardinetto o raffiche variabili, governare manualmente resta spesso la scelta più prudente.
Due persone esperte e coordinate possono condurre questa manovra in crociera. Dire che sia “facile” in ogni circostanza sarebbe fuorviante. La facilità arriva dalla preparazione, dall’assenza del tangone e da una vela gestibile con calza, non dall’idea che si possa ignorare vento apparente, carico sulle scotte o traffico attorno alla barca.
Come preparare l’issata senza creare problemi in pozzetto
Prima di aprire la calza, è utile stabilire un limite di vento e una procedura di rientro. Su un equipaggio familiare la persona meno esperta non dovrebbe trovarsi a gestire una scotta caricata senza sapere dove lascare. Le consegne devono essere brevi e date prima dell’issata, non quando la vela ha già iniziato a tirare.
- Controlli l’assenza di nodi sulle due scotte.
- Verifichi il punto di mura, il grillo e la drizza.
- Prepari la calza in modo che possa scorrere senza impigliarsi.
- Concordi chi governa, chi issa e chi tiene le scotte.
- Tenga libera la via per ammainare rapidamente la vela.
Una vela portante non deve restare alzata per dimostrare che l’acquisto è stato giusto. Se la pressione aumenta e il pozzetto smette di lavorare con calma, la calza permette di ridurre superficie in modo ordinato. La decisione anticipata vale più di qualsiasi accessorio quando il vento cambia.
Prezzo del Parasailor e costi reali per una barca da crociera
Il prezzo del Parasailor non può essere letto come quello di un accessorio standard. La vela viene dimensionata su lunghezza della barca, altezza dell’albero, misura dell’inferitura, superficie utilizzabile, tipo di attacco a prua e programma di navigazione. Un preventivo serio deve riportare superficie in metri quadrati, tessuto, grammatura, calza, rinforzi e tempi di consegna.
Come fascia indicativa rilevabile sul mercato europeo all’inizio del 2026, per una barca da crociera tra 35 e 45 piedi una configurazione completa può collocarsi tra 8.000 e 15.000 euro. Su barche oltre i 50 piedi, con superfici maggiori e tessuti più robusti, il conto può salire oltre 18.000 euro. Queste cifre servono per impostare un budget, non sostituiscono il preventivo del rivenditore autorizzato.
Nel prezzo della vela dovrebbero essere compresi almeno il corpo velico, l’ala integrata e la calza. Possono restare esclusi trasporto, IVA se il preventivo è espresso al netto, adattamento del bompresso, bozzelli aggiuntivi, scotte nuove e manodopera di rigger o velaio. È proprio su queste voci che due offerte apparentemente simili possono differire di alcune migliaia di euro.
| Voce di costo | Fascia indicativa 2026 | Da verificare nel preventivo |
|---|---|---|
| Parasailor per barca 35-45 piedi | 8.000-15.000 euro | Superficie, tessuto, ala e calza inclusi |
| Parasailor per barca oltre 50 piedi | Da 18.000 euro | Rinforzi, carichi e attrezzatura di coperta |
| Scotte e ferramenta dedicate | 300-1.200 euro | Diametro, lunghezza, bozzelli e grilli |
| Controllo o modifica del punto di mura | 200-1.500 euro | Bompresso, landa, delfiniera e manodopera |
Il confronto con gennaker e spinnaker non si fa soltanto sul listino
Un gennaker tradizionale per una barca di 40 piedi può costare sensibilmente meno, soprattutto se non richiede calza o accessori particolari. Anche uno spinnaker usato può sembrare conveniente. Il confronto corretto deve però includere il numero di uscite reali in cui quella vela verrà issata, la capacità dell’equipaggio e il costo delle eventuali modifiche.
Se Lei naviga prevalentemente con quattro velisti capaci di gestire tangone e strambate, uno spinnaker può restare una scelta sensata. Se la barca esce con due adulti, bambini o ospiti senza esperienza, pagare di più per una configurazione meno complessa può avere una logica concreta. Non è una questione di pigrizia: è una valutazione sul rapporto tra prestazione disponibile e manovra affrontabile.
Il Parasailor non va acquistato soltanto perché promette di sostituire molte vele. Una barca che naviga quasi sempre con venti superiori a 18 nodi, o che affronta regate con regolamenti specifici, ha esigenze diverse rispetto a una barca impiegata tra maggio e settembre per crociere costiere. Il tessuto, la superficie e perfino il modo in cui la vela viene stivata incidono quanto il prezzo iniziale.
Una proposta da 9.000 euro che esclude calza, scotte e attacco di mura non costa realmente 9.000 euro una volta pronta per navigare. Prima di firmare, chieda il totale montato sulla sua barca, con IVA e trasporto indicati separatamente.
Quando usare il Parasailor nel Mediterraneo e quando lasciarlo nel sacco
La finestra più favorevole per una vela portante in Mediterraneo coincide spesso con le brezze leggere e con le traversate di lasco. Tra fine maggio e settembre, alle Eolie, in Grecia ionica, alle Baleari riparate e lungo molte coste italiane, le mattine possono offrire 4-8 nodi d’aria e mare relativamente ordinato. È il contesto in cui una grande vela di prua permette alla barca di avanzare senza avviare subito il motore.
Il produttore comunica per il Parasailor un campo di utilizzo che parte da circa 3 nodi di vento apparente e si estende fino a circa 10 nodi oltre il limite tipico di un gennaker equivalente. Questo dato non va letto come autorizzazione automatica a issare la vela con vento forte. Una barca pesante, una randa piena, un’onda corta e un equipaggio inesperto possono imporre una riduzione molto prima del limite teorico.
Con 5-7 nodi apparenti e acqua piatta, la tecnologia dell’ala può aiutare a mantenere il profilo gonfio e a sfruttare aria che un fiocco lascerebbe scappare. Con 15 nodi e mare formato, la stessa vela richiede controllo: la potenza aumenta, la prua tende ad accelerare sulle onde e il timoniere deve prevenire le correzioni tardive. Ogni barca trasmette questi carichi in modo diverso.
La randa cambia equilibrio, velocità e gestione della raffica
Il Parasailor può essere impiegato con randa piena, con una mano di terzaroli in alcune condizioni, oppure senza randa, a seconda dell’angolo e dell’intensità. Tenere la randa alzata aumenta la superficie totale e spesso stabilizza la barca dal punto di vista direzionale, ma può anche rendere più impegnativa la gestione se il vento rinforza.
In gran lasco leggero, randa e vela portante lavorano spesso bene insieme. In poppa piena, la randa può coprire una parte del flusso e richiedere regolazioni più attente. Quando il vento sale, ridurre prima la randa può essere una scelta ragionevole, ma non esiste una ricetta valida per ogni scafo.
La navigazione notturna merita un criterio più severo. Se l’equipaggio è ridotto, il traffico aumenta vicino alle rotte commerciali o sono previste raffiche temporalesche, una vela di grandi dimensioni non dovrebbe restare issata solo per risparmiare carburante. In mare, la scelta corretta è quella che lascia margine di manovra quando cambia il quadro.
Il limite pratico è l’equipaggio, non il catalogo
Le presentazioni commerciali mostrano spesso condizioni ordinate, barche preparate e persone che conoscono ogni cima. In una settimana di charter, invece, la barca può avere winch elettrici o manuali, autopilota ben regolato o poco affidabile, scotte usurate e ospiti che non hanno mai gestito una calza. Sono dettagli che cambiano la fattibilità della vela molto più di una scheda tecnica.
Su un bareboat, il noleggiatore deve autorizzare esplicitamente l’uso di una vela non presente nell’inventario standard. Una vela personale può richiedere dichiarazione, verifica dell’attrezzatura e chiarimento assicurativo. Il contratto di charter e la polizza prevalgono sempre sulle abitudini di bordo, quindi queste condizioni vanno lette prima della consegna della barca.
La patente nautica non dimostra da sola esperienza nell’uso di vele portanti. Per requisiti, limiti e validità della patente, Lei deve fare riferimento alle informazioni aggiornate della Capitaneria di Porto o della Motorizzazione Civile competente. Per imparare la manovra, servono invece un corso pratico o alcune uscite con uno skipper che conosca la configurazione.
Per chi il Parasailor ha senso tra crociera familiare, charter e regata
Il Parasailor interessa soprattutto l’armatore che desidera usare davvero una vela portante, non soltanto possederla. Una barca impiegata in crociera per tre o quattro mesi all’anno, con equipaggio variabile e molte rotte di lasco, può trarre vantaggio da una soluzione che evita tangone e riduce la complessità della strambata.
Per il charter settimanale la valutazione è diversa. Spendere 8.000-15.000 euro su una vela personale non ha senso se Lei noleggia una barca una volta l’anno e non può portarla a bordo. In questo caso conviene cercare basi che offrano gennaker o vela portante come extra e chiedere esattamente quanto costa il noleggio, se la calza è compresa e quale deposito viene richiesto in caso di danno.
Una base può proporre un gennaker tra 150 e 350 euro a settimana, ma l’importo varia per area, modello di barca e stagione. Questa cifra normalmente non include carburante, ormeggi, skipper professionista o franchigia assicurativa. Uno skipper in Mediterraneo aggiunge spesso 150-200 euro al giorno, più vitto e cabina, e può essere una scelta utile quando si vuole provare una vela portante senza assumersi da soli la responsabilità della prima manovra.
Il punto di vista di chi cerca prestazione
In regata il ragionamento diventa più selettivo. Il Parasailor offre stabilità e un arco di utilizzo ampio, ma non è automaticamente la risposta per un programma agonistico. Rating, regolamento di classe, peso della vela, geometria e capacità dell’equipaggio possono favorire vele dedicate a una fascia più stretta di angoli e intensità.
Un equipaggio da regata numeroso può gestire spinnaker e cambi vela con tempi molto rapidi. Un equipaggio da crociera composto da due persone privilegia invece continuità, ordine e possibilità di ammainare subito. Sono due programmi diversi e non è utile giudicarli con lo stesso metro.
Chi naviga spesso in poppa con vento sostenuto può preferire una vela più specifica, mentre chi affronta molte tratte di gran lasco con vento tra leggero e moderato troverà più coerente la proposta del Parasailor. La decisione parte dal logbook della barca: quante miglia, quali angoli, con quali persone e in quali mesi.
Le domande da inviare al rivenditore prima dell’ordine
Una richiesta di preventivo ben fatta evita di ricevere una cifra generica e poco confrontabile. Indichi modello della barca, anno, lunghezza fuori tutto, altezza dell’albero, misura dello strallo o dell’inferitura disponibile, presenza di bompresso e tipo di navigazione previsto. Alleghi fotografie nitide della prua e del punto su cui dovrebbe lavorare la mura.
Chieda anche se il prezzo comprende calza, sacca, grilli, scotte, trasporto e assistenza al primo montaggio. Verifichi i tempi di produzione prima di programmare una crociera estiva: ordinare una vela su misura poche settimane prima di agosto può significare non averla pronta per la partenza.
Tra una vela portante economica ma poco usata e un Parasailor dimensionato correttamente, conta la soluzione che il suo equipaggio riesce a manovrare con metodo nelle condizioni che incontra davvero.
Il Parasailor sostituisce fiocco e genoa?
No. Il Parasailor lavora nelle andature dal traverso largo alla poppa piena, con un riferimento dichiarato di circa 60-180 gradi di vento apparente. Per bolina e bolina larga servono le normali vele di prua.
Quanto costa un Parasailor per una barca di 40 piedi?
All’inizio del 2026 una fascia indicativa per una configurazione su misura completa è tra 8.000 e 15.000 euro. Il preventivo deve chiarire se comprende calza, IVA, trasporto, scotte e modifiche all’attrezzatura di prua.
Si può usare il Parasailor con due persone a bordo?
Sì, se le due persone conoscono issata, regolazione, strambata e ammainata con calza. L’assenza del tangone riduce la complessità, ma vento, mare e disposizione delle manovre della barca restano determinanti.
Il Parasailor si usa anche con vento forte?
L’ala rende la risposta alle raffiche più graduale, ma non elimina i limiti della barca e dell’equipaggio. Quando il vento aumenta o il mare si forma, occorre ridurre presto e seguire le indicazioni del velaio per quella specifica superficie velica.