{"id":506,"date":"2026-10-29T11:48:18","date_gmt":"2026-10-29T11:48:18","guid":{"rendered":"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/"},"modified":"2026-10-29T11:48:18","modified_gmt":"2026-10-29T11:48:18","slug":"ragazzi-moro-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/","title":{"rendered":"STORIE: Dove sono oggi i ragazzi del Moro di Venezia?"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Il <strong>Moro di Venezia<\/strong> trasform\u00f2 una campagna di Coppa America in una palestra professionale per velisti, progettisti, velai e comunicatori.<\/li><li>I ragazzi del team del 1992 hanno portato competenze nate a San Diego nei maxi yacht, nella vela oceanica, nei cantieri e nelle scuole di vela.<\/li><li>La vittoria della Louis Vuitton Cup del <strong>30 aprile 1992<\/strong> rimane un passaggio concreto nella storia sportiva italiana, non soltanto un ricordo televisivo.<\/li><li>Nel 2026 molte delle figure legate al progetto continuano a influenzare la vita nautica attraverso progettazione, formazione, regate e gestione tecnica.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi guarda oggi una barca rossa con la scritta Moro di Venezia, il primo impatto resta emotivo. Per molti italiani quella vela richiama la giovent\u00f9, le dirette da San Diego, le bandiere sui moli e un\u2019idea di Venezia capace di entrare nella competizione internazionale. Dietro quell\u2019immagine, per\u00f2, c\u2019era una squadra costruita con ruoli molto precisi e con una preparazione che avrebbe lasciato tracce profonde negli anni successivi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda su dove sono oggi i ragazzi del Moro di Venezia non riguarda soltanto il passato. Serve a capire perch\u00e9 molti nomi della vela italiana e mondiale ricompaiono nei cantieri, nei team di Coppa America, nelle scuole nautiche e nelle grandi regate d\u2019altura. Il Moro fu una barca, ma fu soprattutto un luogo di formazione ad altissima pressione.<\/p>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_87 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/#Dove_sono_oggi_i_ragazzi_del_Moro_di_Venezia_e_perche_San_Diego_cambio_la_vela_italiana\" >Dove sono oggi i ragazzi del Moro di Venezia e perch\u00e9 San Diego cambi\u00f2 la vela italiana<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/#Tommaso_Chieffi_Cico_Rapetti_e_Paul_Cayard_nella_vela_professionistica_di_oggi\" >Tommaso Chieffi, Cico Rapetti e Paul Cayard nella vela professionistica di oggi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/#Dove_sono_oggi_i_progettisti_del_Moro_di_Venezia_tra_Luna_Rossa_Grand_Soleil_e_Team_New_Zealand\" >Dove sono oggi i progettisti del Moro di Venezia tra Luna Rossa, Grand Soleil e Team New Zealand<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/#Andrea_Mura_e_Guido_Cavalazzi_dalle_vele_del_Moro_alla_navigazione_oceanica_e_depoca\" >Andrea Mura e Guido Cavalazzi, dalle vele del Moro alla navigazione oceanica e d\u2019epoca<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/#Dudi_Coletti_Max_Procopio_ed_Enrico_Chieffi_nella_vita_nautica_dopo_il_Moro_di_Venezia\" >Dudi Coletti, Max Procopio ed Enrico Chieffi nella vita nautica dopo il Moro di Venezia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/ragazzi-moro-venezia\/#Le_storie_del_Moro_di_Venezia_nel_2026_tra_memoria_barche_conservate_e_nuove_generazioni\" >Le storie del Moro di Venezia nel 2026 tra memoria, barche conservate e nuove generazioni<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dove_sono_oggi_i_ragazzi_del_Moro_di_Venezia_e_perche_San_Diego_cambio_la_vela_italiana\"><\/span>Dove sono oggi i ragazzi del Moro di Venezia e perch\u00e9 San Diego cambi\u00f2 la vela italiana<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il team guidato da Raul Gardini arriv\u00f2 alla Louis Vuitton Cup con un obiettivo che allora sembrava enorme. Portare un consorzio italiano fino alla sfida di Coppa America richiedeva denaro, progettazione, allenamento fisico, logistica e una disciplina quotidiana che nella vela professionistica italiana non aveva ancora quella scala. Il <strong>30 aprile 1992<\/strong>, con la vittoria a San Diego, il Moro di Venezia divent\u00f2 il primo sfidante italiano ad accedere alla finale della Coppa America.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel risultato non nacque da un singolo timoniere n\u00e9 da una sola intuizione tecnica. Il progetto raccolse specialisti di provenienze differenti, unendo progettisti come German Frers e Claudio Maletto, tecnici strutturali come Giovanni Belgrano, velai come Guido Cavalazzi, atleti e regatanti come Paul Cayard, Tommaso Chieffi, Cico Rapetti e Andrea Mura. C\u2019erano poi figure operative che lavoravano sulle manovre, sull\u2019organizzazione della barca e sulla comunicazione della sfida.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La memoria pubblica tende a fermarsi alla livrea rossa e alle immagini delle partenze. Chi ha navigato in equipaggio sa invece che una campagna di quel livello vive di dettagli meno fotogenici. La regolazione dell\u2019albero, la scelta della vela in base al vento, la disposizione dei pesi, la rapidit\u00e0 dei cambi di assetto e la lettura tattica richiedono persone preparate e abituate a decidere in pochi secondi. Il valore del gruppo sta proprio nell\u2019avere generato professionisti capaci di trasferire quel metodo altrove.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Area del team<\/th>\n<th>Figure legate al Moro<\/th>\n<th>Sviluppo professionale successivo<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Regata e tattica<\/td>\n<td>Tommaso Chieffi, Paul Cayard, Cico Rapetti<\/td>\n<td>Coppa America, maxi yacht, classi monotipo e grandi competizioni offshore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Progettazione<\/td>\n<td>Claudio Maletto, Giovanni Belgrano, German Frers<\/td>\n<td>Scafi da regata, yacht da crociera e ingegneria strutturale per team internazionali<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Veleria<\/td>\n<td>Guido Cavalazzi, Andrea Mura<\/td>\n<td>Sviluppo vele, attivit\u00e0 professionale e passaggio alla vela oceanica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Formazione e comunicazione<\/td>\n<td>Dudi Coletti, Max Procopio<\/td>\n<td>Scuole di vela, charter, eventi e comunicazione nautica<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La campagna del 1992 va letta con i parametri del suo tempo. Gli yacht della classe International America\u2019s Cup non erano barche da charter e non avevano nulla della semplicit\u00e0 richiesta a chi noleggia una barca per una settimana. Erano macchine concepite per regatare con equipaggi numerosi, allenamenti quotidiani e un supporto tecnico continuativo. Una sola decisione sbagliata sulla vela o sull\u2019assetto poteva compromettere una manche.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo i ragazzi del Moro non rappresentano una generazione unita soltanto dai ricordi. Rappresentano un passaggio di competenze. Molti di loro hanno cambiato settore o ruolo, ma hanno mantenuto il vocabolario tecnico, la cura dei materiali e la disciplina di un programma che chiedeva risultati misurabili. Nella vela, questa eredit\u00e0 conta quanto una coppa esposta in bacheca.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le storie del Moro mostrano che un equipaggio vincente non finisce quando la barca torna in porto. Continua nei progetti che nascono dalle persone che hanno imparato a lavorare insieme sotto pressione.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large hermes-incontent hermes-incontent-508\"><img width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/storie-dove-sono-oggi-i-ragazzi-del-illustration-1024x576.jpg\" class=\"wp-image-508\" alt=\"Illustration de d\u00e9tail sur le sujet : STORIE: Dove sono oggi i ragazzi del Moro di Venezia?\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/storie-dove-sono-oggi-i-ragazzi-del-illustration-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/storie-dove-sono-oggi-i-ragazzi-del-illustration-300x169.jpg 300w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/storie-dove-sono-oggi-i-ragazzi-del-illustration-768x432.jpg 768w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/storie-dove-sono-oggi-i-ragazzi-del-illustration-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/storie-dove-sono-oggi-i-ragazzi-del-illustration.jpg 1672w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tommaso_Chieffi_Cico_Rapetti_e_Paul_Cayard_nella_vela_professionistica_di_oggi\"><\/span>Tommaso Chieffi, Cico Rapetti e Paul Cayard nella vela professionistica di oggi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i nomi pi\u00f9 riconoscibili del Moro di Venezia, Tommaso Chieffi incarna la continuit\u00e0 con la regata ad alto livello. Nel team di Gardini fu stratega, un ruolo che richiede lettura del campo, interpretazione delle oscillazioni del vento e capacit\u00e0 di anticipare la barca avversaria. Non basta conoscere le regole. Occorre calcolare distanze, tempi di virata, pressione del vento e posizione rispetto alla linea di partenza mentre l\u2019equipaggio lavora con carichi elevati.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo percorso successivo comprende campagne di Coppa America con Oracle nel 2003, il passaggio in +39 nel 2005 e la partecipazione a Shosholoza nel 2007. Nel biennio 2005-2006 vinse la Volvo Ocean Race con ABN AMRO One, una delle regate oceaniche pi\u00f9 dure per continuit\u00e0 di navigazione, manutenzione e gestione della fatica. Il dato spesso ricordato \u00e8 quello di <strong>27 titoli mondiali<\/strong>, numero che chiarisce la sua collocazione nella vela internazionale pi\u00f9 di molte definizioni celebrative.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza di Chieffi su My Song, maxi yacht legato a Pigi Loro Piana, racconta un altro aspetto della vita professionale dopo la Coppa. I maxi moderni chiedono tecnica, ma anche capacit\u00e0 di coordinare squadre, preparare campagne e adattarsi a circuiti dove ogni equipaggio raccoglie professionisti di pi\u00f9 Paesi. La cultura nata nel Moro continua qui, con ruoli meno esposti al grande pubblico ma decisivi per il risultato.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cico Rapetti e il lavoro sull\u2019albero che non si vede dalla banchina<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco \u201cCico\u201d Rapetti era l\u2019uomo dell\u2019albero, una posizione che richiede forza, equilibrio e una conoscenza immediata delle manovre. In una regata ad alto livello, il lavoro in testa d\u2019albero non \u00e8 una scena da fotografia. \u00c8 un\u2019attivit\u00e0 dove si controllano drizze, inferiture, attacchi e regolazioni mentre la barca resta in movimento e il vento pu\u00f2 aumentare senza preavviso.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019esperienza del Moro, Rapetti vinse la Coppa America con Alinghi nel 2003 e nel 2007. Era stato anche a bordo di Luna Rossa nella campagna 1999-2000. Per chi segue la vela da fuori, questi cambi di team possono apparire normali. In realt\u00e0 indicano reputazione tecnica. Un equipaggio di Coppa non porta a bordo un professionista soltanto per notoriet\u00e0: valuta affidabilit\u00e0, resistenza fisica, capacit\u00e0 di lavorare con materiali costosi e attenzione costante alla procedura.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo percorso sui Maxi dimostra quanto le competenze del Moro siano passate dalle barche IACC alle grandi imbarcazioni contemporanee. Cambiano le regole, i materiali e i sistemi di bordo, ma il principio resta netto. Una manovra preparata male si paga con metri persi, danni alla vela o rischi per l\u2019equipaggio. La velocit\u00e0 non nasce da gesti spettacolari, nasce da azioni ripetute con precisione.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Paul Cayard e il valore internazionale della campagna italiana<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paul Cayard fu il volto pi\u00f9 noto del Moro di Venezia perch\u00e9 ne era il timoniere e perch\u00e9 sapeva parlare a un pubblico che non frequentava abitualmente i circoli velici. Dopo il 1992 prosegu\u00ec con Star &amp; Stripes nel 1995 e con AmericaOne nel 2000, sempre in Coppa America. Ha mantenuto inoltre un legame forte con le classi monotipo e con la Star, barca che richiede sensibilit\u00e0 sul trim e una conduzione molto pulita.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua presenza a bordo del J\/70 italiano Calvi Network ricorda una cosa utile anche a chi naviga soltanto per passione. Un velista di altissimo profilo non lavora esclusivamente su barche enormi. Le classi one design, dove gli scafi sono uguali e la differenza si fa su equipaggio, tattica e regolazione, restano un laboratorio serio. Per imparare, una barca pi\u00f9 piccola e ben condotta insegna spesso pi\u00f9 di un grande yacht preso una volta all\u2019anno.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le carriere di Chieffi, Rapetti e Cayard spiegano dove sono oggi molti ragazzi del Moro. Sono nelle reti internazionali della vela, dove il merito non si basa sulla nostalgia ma sulla capacit\u00e0 di rendere una barca pi\u00f9 rapida, ordinata e competitiva.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"DAL MORO DI VENEZIA AI FOIL: La mia vita per il mare | Intervista a TOMMASO CHIEFFI\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qDrMcll0H7Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dove_sono_oggi_i_progettisti_del_Moro_di_Venezia_tra_Luna_Rossa_Grand_Soleil_e_Team_New_Zealand\"><\/span>Dove sono oggi i progettisti del Moro di Venezia tra Luna Rossa, Grand Soleil e Team New Zealand<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Moro di Venezia fu anche una storia di progettazione. Nella Coppa America dell\u2019epoca, disegnare uno scafo significava bilanciare velocit\u00e0 nelle diverse andature, rigidit\u00e0 strutturale, distribuzione dei volumi, piano velico e comportamento in mare formato. Un progettista non consegna un disegno e scompare. Segue test, modifiche, dati raccolti in allenamento e problemi che emergono soltanto quando la barca viene spinta vicino al limite.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Claudio Maletto entr\u00f2 in Coppa America con il progetto del Moro e prosegu\u00ec poi su barche da regata e da crociera. La sua firma \u00e8 associata anche allo scafo di Luna Rossa del 2000, progettato con Doug Peterson e ricordato come \u201csilver bullet\u201d per le prestazioni che portarono l\u2019equipaggio italiano alla vittoria della Louis Vuitton Cup. Il passaggio da un programma all\u2019altro non va letto come una semplice successione di barche. \u00c8 la costruzione di un sapere tecnico italiano, capace di confrontarsi con studi e team di ogni continente.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi cerca oggi una barca da crociera sportiva incontra ancora le conseguenze di quella ricerca. Le linee d\u2019acqua, il rapporto tra dislocamento e superficie velica, la disposizione del pozzetto e la qualit\u00e0 della costruzione hanno molto a che fare con il dialogo tra esperienza da regata e richiesta di comfort. La storia del cantiere \u00e8 utile per orientarsi nella scelta di uno yacht usato o di un noleggio, come mostra questo approfondimento sulla <a href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/\">vicenda nautica di Grand Soleil<\/a>.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Belgrano, strutturista del gruppo di progettazione del Moro, rappresenta invece la parte meno visibile e pi\u00f9 delicata di ogni campagna. L\u2019ingegneria strutturale valuta carichi, deformazioni, connessioni tra scafo e appendici, comportamento dell\u2019albero e resistenza dei materiali compositi. Su una barca veloce, alleggerire una struttura pu\u00f2 produrre vantaggi reali, ma farlo senza margini adeguati genera un problema che in mare non lascia spazio a correzioni comode.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019esperienza italiana e la campagna di Luna Rossa del 2000, Belgrano si trasfer\u00ec ad Auckland per lavorare con Team New Zealand. Questa scelta fotografa il peso internazionale conquistato da alcuni tecnici del Moro. Auckland \u00e8 uno dei poli storici della Coppa America e lavorare in un team neozelandese significa confrontarsi con una cultura progettuale dove dati, prototipi e verifiche strutturali sono parte della routine quotidiana.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">German Frers e una firma progettuale che supera una singola stagione<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">German Frers fu tra le firme centrali nella genesi del Moro di Venezia. La sua carriera, gi\u00e0 solida prima del progetto italiano, aiuta a capire perch\u00e9 Gardini cerc\u00f2 figure con esperienza globale. Un progettista di questa statura non porta soltanto forme di carena. Porta metodi di calcolo, confronto con i cantieri, conoscenza dei materiali e capacit\u00e0 di distinguere una scelta affascinante da una soluzione realmente navigabile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un armatore o per chi valuta un charter, la lezione \u00e8 concreta. Il nome del progettista non sostituisce la verifica dello stato della barca, del motore, delle vele e delle attrezzature di sicurezza. Per\u00f2 racconta una filosofia di navigazione. Una carena nata per passaggi veloci e una pensata per una crociera stabile possono offrire sensazioni molto diverse, anche se sulla scheda di noleggio hanno lunghezze simili.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca tecnica del Moro arriv\u00f2 anche alle vele in carbonio sviluppate da Guido Cavalazzi, allora una novit\u00e0 rilevante. Materiali pi\u00f9 rigidi possono mantenere meglio il profilo aerodinamico, ma chiedono progettazione accurata, manutenzione e budget. Nella nautica da diporto il confronto va fatto sui costi reali, non sulla sola tecnologia. Un impianto motore moderno, per esempio, va valutato su assistenza e ricambi oltre che sulle prestazioni, come nel caso dell\u2019<a href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/lombardini-marine-innovazione\/\">evoluzione dei motori Lombardini Marine<\/a>.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le barche cambiano, mentre il rigore con cui si verificano carichi, materiali e comportamenti in acqua resta il ponte pi\u00f9 concreto tra il Moro di Venezia e la progettazione nautica di oggi.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Intervista a Paul Cayard - Mixer 08\/06\/1992\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tgOEqnZhOL0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Andrea_Mura_e_Guido_Cavalazzi_dalle_vele_del_Moro_alla_navigazione_oceanica_e_depoca\"><\/span>Andrea Mura e Guido Cavalazzi, dalle vele del Moro alla navigazione oceanica e d\u2019epoca<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vele del Moro di Venezia furono uno dei segnali pi\u00f9 chiari dell\u2019ambizione tecnica del progetto. Guido Cavalazzi lavor\u00f2 su vele in carbonio, considerate tra le prime applicazioni di questo tipo a quel livello. Per capire cosa significa, basta osservare una randa durante una raffica. Se il profilo si deforma oltre il previsto, la barca sbander\u00e0 di pi\u00f9, scarroccer\u00e0 o perder\u00e0 efficienza. Il velaio non produce semplicemente tessuto cucito: costruisce un elemento aerodinamico che deve reggere carichi, pieghe, umidit\u00e0 e uso intenso.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il Moro, Cavalazzi lavor\u00f2 con Young America nel 1995 e con Luna Rossa dal 2000 al 2007. La sua esperienza in North Sails comprende titoli mondiali e una Admiral\u2019s Cup. Il successivo interesse per le vele d\u2019epoca \u00e8 un passaggio coerente, non un ritorno nostalgico. Le barche classiche usano materiali e tagli diversi, richiedono rispetto per il disegno originario e una conoscenza precisa della loro navigazione. Restaurare una vela storica male significa snaturare una barca; farlo bene permette a uno scafo di continuare a navigare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andrea Mura part\u00ec dal ruolo di randista del Moro. Il randista gestisce una vela che condiziona equilibrio e velocit\u00e0 dell\u2019intera imbarcazione. Con vento in aumento, una randa regolata male rende la barca pi\u00f9 difficile da controllare; con un assetto pulito, l\u2019equipaggio lavora meglio e lo scafo mantiene rotta. Questa sensibilit\u00e0 lo accompagn\u00f2 prima nell\u2019attivit\u00e0 di velaio e poi nella scelta della navigazione in solitario.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2007, sul suo Open 50 Vento di Sardegna, Mura ha raccolto risultati rilevanti nelle regate oceaniche. Tra le vittorie ricordate figurano Route du Rhum, Qu\u00e9bec\u2013Saint-Malo, Twostar e due OSTAR in tempo reale. Qui la distanza dal mondo del Moro \u00e8 soltanto apparente. In Coppa America il lavoro \u00e8 distribuito tra molte persone; in oceano il navigatore deve concentrare nella propria vita di bordo una parte enorme di quelle funzioni. Controlla meteo, rotta, attrezzatura, sonno, alimentazione, riparazioni e comunicazioni.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dal lavoro di regata alla barca che Lei pu\u00f2 noleggiare<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto tra queste carriere e il noleggio turistico va fatto con misura. Una famiglia che prende un 40 piedi alle Eolie non deve imitare la gestione di un Open 50 n\u00e9 comprare vele in carbonio. Deve per\u00f2 imparare a guardare una barca con maggiore consapevolezza. Una vela ben conservata, una randa che si riduce senza blocchi, winch revisionati e drizze leggibili riducono gli imprevisti operativi, anche se il meteo e l\u2019esperienza di chi conduce restano determinanti.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Verifichi l\u2019anno di revisione delle zattere e dei dispositivi di sicurezza.<\/li><li>Controlli che terzaroli, lazy jack e carrelli della randa siano manovrabili.<\/li><li>Chieda se le vele sono incluse nel prezzo del charter o soggette a franchigie particolari.<\/li><li>Provi il motore in banchina prima della partenza e annoti ore e livello carburante.<\/li><li>Fotografi eventuali segni di usura durante il check-in, soprattutto su scafo e coperta.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel Mediterraneo, una settimana bareboat per quattro persone su un 40 piedi pu\u00f2 collocarsi indicativamente tra <strong>1.400 e 1.800 euro<\/strong> in alta stagione, con barca e dotazioni standard incluse ma spesso senza carburante, cambusa, porti fuori base, pulizia finale e cauzione. Lo skipper professionista aggiunge di norma <strong>150-200 euro al giorno<\/strong>, oltre a vitto e posto letto. Sono cifre da verificare sul preventivo datato, perch\u00e9 cambiano con area, periodo e anzianit\u00e0 della flotta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lascito di Mura e Cavalazzi non invita a trasformare una vacanza in una regata oceanica. Insegna a rispettare vele e attrezzatura come strumenti che decidono la qualit\u00e0 della navigazione molto prima dell\u2019arrivo in rada.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dudi_Coletti_Max_Procopio_ed_Enrico_Chieffi_nella_vita_nautica_dopo_il_Moro_di_Venezia\"><\/span>Dudi Coletti, Max Procopio ed Enrico Chieffi nella vita nautica dopo il Moro di Venezia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti i ragazzi del Moro di Venezia sono rimasti in prima linea sulle partenze di Coppa America. Alcuni hanno trasferito quell\u2019esperienza nella formazione, nella comunicazione e nella gestione di realt\u00e0 nautiche che incontrano un pubblico pi\u00f9 ampio. Questo \u00e8 forse il lato pi\u00f9 concreto dell\u2019eredit\u00e0 del team, perch\u00e9 avvicina la vela professionistica a chi vuole imparare, noleggiare o semplicemente capire meglio ci\u00f2 che accade a bordo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Duilio \u201cDudi\u201d Coletti fu trimmer nel Moro, quindi responsabile della regolazione di vele e manovre secondo l\u2019andatura e le richieste tattiche. Dopo quella stagione fond\u00f2 a Riva di Traiano Sailing Roma, scuola di vela da cui sono passati molti appassionati e futuri velisti. Ha inoltre comandato per dodici anni barche fra 24 e 30 metri, organizzando crociere in diverse aree del mondo, per poi tornare alla direzione della scuola.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo percorso mette a fuoco una distinzione che chi vuole navigare dovrebbe fare prima di prenotare. Un corso di vela insegna manovre, ruoli, meteorologia di base e comunicazione in equipaggio. Una crociera con skipper permette di vivere la barca con una guida responsabile della conduzione. Un bareboat, invece, richiede autonomia reale. La patente nautica, quando prevista, non sostituisce pratica in ormeggio, gestione del vento laterale, controllo dell\u2019ancora e lettura del bollettino.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le regole sulla patente e sui limiti di navigazione devono essere controllate prima della partenza sui siti della <strong>Capitaneria di Porto<\/strong> o della Motorizzazione competente. Le norme possono essere aggiornate e la situazione varia in base a distanza dalla costa, potenza del motore, tipo di unit\u00e0 e navigazione effettuata. Affidarsi a un messaggio ricevuto in banchina o a una pagina non datata \u00e8 un modo rapido per prepararsi male.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Comunicare la vela senza renderla finta<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Max Procopio, grinder del genoa nel Moro, ha trasformato parte della propria esperienza in attivit\u00e0 di comunicazione con Marine Partners. Il lavoro riguarda team sportivi, produttori, porti ed eventi nautici. \u00c8 un settore spesso considerato secondario, ma non lo \u00e8. Una campagna sportiva deve raccontare cosa fa, trovare interlocutori, gestire immagini, documenti, partner e pubblico. Senza questa struttura, anche un progetto valido pu\u00f2 restare invisibile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comunicare bene la nautica significa anche non vendere illusioni. Una fotografia con mare piatto non dice se il porto \u00e8 incluso, se il carburante si paga al rientro o se la barca ha un tender efficiente. Una pagina seria chiarisce cosa comprende la tariffa, quale deposito viene bloccato sulla carta e quali condizioni meteo possono cambiare il programma. Le esperienze di comunicazione e avventura, come quella raccontata nella storia di <a href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/marco-amoretti-autonauta-roma\/\">Marco Amoretti e dell\u2019Autonauta<\/a>, aiutano a ricordare che il mare resta un ambiente reale, non una scenografia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enrico Chieffi, tattico e navigatore del Moro, vinse il mondiale Star quattro anni dopo la campagna italiana e partecip\u00f2 alle Olimpiadi di Atlanta. In seguito \u00e8 diventato vicepresidente di Nautor\u2019s Swan, marchio associato a yacht di qualit\u00e0 elevata e a una navigazione che unisce crociera e prestazione. Il suo ruolo mostra un passaggio frequente nella vela: l\u2019atleta esperto pu\u00f2 contribuire alla direzione di un cantiere perch\u00e9 conosce la differenza tra una specifica attraente sulla carta e una soluzione che funziona davvero in navigazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia di questi uomini non vive soltanto nei ricordi del 1992. Vive nelle scuole dove si insegna a ridurre vela prima che il vento rinforzi, nei cantieri dove si decidono materiali e spazi di bordo, e nelle comunicazioni che permettono al pubblico di distinguere una promessa commerciale da un programma nautico verificabile.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_storie_del_Moro_di_Venezia_nel_2026_tra_memoria_barche_conservate_e_nuove_generazioni\"><\/span>Le storie del Moro di Venezia nel 2026 tra memoria, barche conservate e nuove generazioni<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 il Moro di Venezia continua a occupare uno spazio particolare nella memoria nautica italiana. Non accade perch\u00e9 ogni appassionato abbia visto dal vivo le regate di San Diego. Molti hanno conosciuto quelle immagini anni dopo, attraverso fotografie, filmati e racconti di famiglia. La forza di questa vicenda sta nella sua capacit\u00e0 di unire sport, industria, design e identit\u00e0 nazionale senza perdere il contatto con il lavoro materiale di chi navigava.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scafo rosso associato alla campagna pi\u00f9 competitiva, il Moro V con numero velico ITA 25, fu varato a San Diego il <strong>16 dicembre 1991<\/strong>. Dopo le prove in campo di regata venne scelto il 24 gennaio 1992 per la Louis Vuitton Cup. Queste date aiutano a misurare la rapidit\u00e0 del progetto. Una barca non diventa affidabile solo perch\u00e9 \u00e8 nuova. Deve attraversare allenamenti, verifiche, riparazioni e confronti con gli altri scafi prima di poter affrontare un calendario di match race.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni successivi gli yacht di quella generazione hanno avuto destini diversi. Alcuni sono entrati in collezioni, altri sono stati trasferiti, modificati o conservati lontano dai riflettori. La domanda \u201cdove sono\u201d riguarda anche le barche, non soltanto gli equipaggi. Va trattata con attenzione, perch\u00e9 il luogo di ormeggio o la propriet\u00e0 di uno scafo storico possono cambiare e le fonti non sempre coincidono. Conta di pi\u00f9 verificare documenti, registri e comunicazioni dei proprietari che ripetere informazioni non aggiornate.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il patrimonio di una campagna di Coppa America non \u00e8 fatto solo di carbonio, chiglie e trofei. Comprende fotografie come quelle di Carlo Borlenghi, bozzetti di progetto, vele, diari di bordo, divise, registrazioni televisive e testimonianze di chi era in banchina. Conservare questi materiali serve anche alla formazione. Un allievo comprende meglio perch\u00e9 una regolazione conta quando vede la sequenza di lavoro di un equipaggio che affrontava una partenza con secondi di margine.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cosa pu\u00f2 imparare chi entra oggi nel mondo della vela<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima lezione riguarda il ruolo. Sul Moro ogni persona aveva una funzione e sapeva come la propria attivit\u00e0 influenzasse quella degli altri. In una crociera con amici, questa logica evita confusione. Chi timona deve comunicare con chi gestisce la cima di poppa; chi prepara l\u2019ancora deve sapere quando il motore va in folle; chi controlla il meteo deve riferire dati concreti, non impressioni vaghe.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda riguarda il tempo. Una partenza di sabato mattina non \u00e8 il momento per scoprire che il caricabatterie non funziona, che il serbatoio dell\u2019acqua \u00e8 vuoto o che il contratto non include la pulizia finale. Il check-in richiede spesso da una a due ore. Se Lei parte da una base delle Eolie tra luglio e agosto, consideri anche vento termico, traffico in porto e disponibilit\u00e0 limitata dei posti barca. Settembre offre di frequente condizioni pi\u00f9 calme e prezzi inferiori rispetto ad agosto, ma il meteo va controllato ogni giorno.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza riguarda la misura delle ambizioni. Una prima vacanza in famiglia non deve replicare il ritmo di un team professionistico. Uno skipper pu\u00f2 costare 150-200 euro al giorno, ma in una barca con sei o otto ospiti quella spesa pu\u00f2 rendere la settimana pi\u00f9 gestibile, soprattutto se nessuno ha pratica di ancoraggi e manovre in porto. Il bareboat resta una scelta valida per chi ha autonomia verificabile e un equipaggio che collabora.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Moro di Venezia continua a parlare alle nuove generazioni perch\u00e9 non racconta una gloria astratta. Racconta persone che hanno imparato a fare bene un compito specifico e hanno portato quella competenza in una vita intera di mare.<\/p>\n\n<script type=\"application\/ld+json\">\n{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Quando vinse il Moro di Venezia la Louis Vuitton Cup?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Il Moro di Venezia vinse la Louis Vuitton Cup il 30 aprile 1992 a San Diego, diventando il primo team italiano ad accedere alla finale di Coppa America.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Chi era il timoniere del Moro di Venezia?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Il timoniere piu00f9 associato alla campagna del 1992 fu Paul Cayard, velista statunitense che guidu00f2 il team nelle regate di San Diego.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cosa fa oggi Tommaso Chieffi?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Tommaso Chieffi ha proseguito una carriera internazionale tra Coppa America, Volvo Ocean Race e maxi yacht. u00c8 noto anche per i 27 titoli mondiali riportati nelle fonti dedicate alla sua attivitu00e0 agonistica.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Il Moro di Venezia u00e8 ancora una barca navigante?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Gli scafi della campagna hanno avuto percorsi differenti nel tempo. 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