{"id":317,"date":"2026-09-06T11:48:26","date_gmt":"2026-09-06T11:48:26","guid":{"rendered":"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/"},"modified":"2026-09-10T18:17:13","modified_gmt":"2026-09-10T18:17:13","slug":"grand-soleil-saga-cantiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/","title":{"rendered":"Grand Soleil: la saga di un cantiere che ha definito un&#8217;epoca e continua a riscriverla"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Grand Soleil<\/strong> nasce nel 1973 dal rilancio di un piccolo cantiere vicino a Bologna e si afferma subito con il GS 34 progettato da Jean-Marie Finot.<\/li><li>In oltre cinquant\u2019anni, il marchio ha coinvolto <strong>17 progettisti<\/strong>, passando dalle barche IOR alle linee Performance, Long Cruise, Plus e day cruiser.<\/li><li>La produzione ha unito processi industriali, lavorazioni di <strong>artigianato<\/strong> e ricerca sul design nautico, mantenendo una forte identit\u00e0 italiana.<\/li><li>Nel 2026 il GS Plus 80 LC da 23,99 metri rappresenta il passaggio della saga verso maxi yacht e crociera contemporanea.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_87 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/#Grand_Soleil_e_Cantiere_del_Pardo_una_storia_della_nautica_iniziata_nella_Motor_Valley\" >Grand Soleil e Cantiere del Pardo, una storia della nautica iniziata nella Motor Valley<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/#Il_Grand_Soleil_34_del_1973_ha_definito_unepoca_della_vela_italiana\" >Il Grand Soleil 34 del 1973 ha definito un\u2019epoca della vela italiana<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/#I_progettisti_Grand_Soleil_raccontano_levoluzione_del_design_nautico\" >I progettisti Grand Soleil raccontano l\u2019evoluzione del design nautico<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/#Innovazione_e_artigianato_nella_produzione_delle_barche_a_vela_Grand_Soleil\" >Innovazione e artigianato nella produzione delle barche a vela Grand Soleil<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/#Dalle_linee_Long_Cruise_ai_maxi_yacht_come_Grand_Soleil_riscrive_la_sua_saga_nel_2026\" >Dalle linee Long Cruise ai maxi yacht, come Grand Soleil riscrive la sua saga nel 2026<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/grand-soleil-saga-cantiere\/#Perche_la_storia_di_Grand_Soleil_resta_utile_a_chi_sceglie_una_barca_a_vela_oggi\" >Perch\u00e9 la storia di Grand Soleil resta utile a chi sceglie una barca a vela oggi<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Grand_Soleil_e_Cantiere_del_Pardo_una_storia_della_nautica_iniziata_nella_Motor_Valley\"><\/span>Grand Soleil e Cantiere del Pardo, una storia della nautica iniziata nella Motor Valley<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda di <strong>Grand Soleil<\/strong> non parte da un grande gruppo industriale gi\u00e0 consolidato. Parte da un cantiere in difficolt\u00e0, da un imprenditore giovane e da una regione in cui il lavoro meccanico, la precisione dei materiali e la capacit\u00e0 di costruire prodotti riconoscibili avevano gi\u00e0 creato una cultura industriale precisa. All\u2019inizio degli anni Settanta, Giuseppe Giuliani Ricci rileva dalla procedura fallimentare il cantiere Sailboats di Crespellano, localit\u00e0 a pochi chilometri da Bologna. Da quella realt\u00e0 nascer\u00e0 Cantiere del Pardo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitale iniziale \u00e8 rimasto uno dei dati pi\u00f9 raccontati di questa saga. Giuliani Ricci riceve un prestito di <strong>3 milioni di lire<\/strong> da Raul Gardini, ravennate e parente acquisito. Per capire la misura dell\u2019investimento, una Fiat 500 costava allora circa <strong>600.000 lire<\/strong>. Non era una disponibilit\u00e0 enorme per trasformare un\u2019attivit\u00e0 nautica fragile in un nome internazionale. Era per\u00f2 sufficiente per ripartire con un gruppo di tecnici gi\u00e0 esperti e con una direzione capace di capire che una barca non si vende soltanto per le sue misure.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo catalogo ereditato includeva l\u2019Orca 43, progetto del progettista statunitense Dick Carter. Gardini stesso ne commission\u00f2 un esemplare. Era un II Classe IOR lungo 13,26 metri, completato in cinque mesi. Quel dato racconta un aspetto concreto del primo Cantiere del Pardo: la struttura sapeva costruire, ma non possedeva ancora una linea di prodotto capace di imporre un\u2019identit\u00e0 propria. Serviva una barca riconoscibile in banchina, abbastanza veloce da convincere i regatanti e abbastanza abitabile da interessare gli armatori che volevano navigare per settimane.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta di Jean-Marie Finot risponde a questa necessit\u00e0. Il progettista francese aveva gi\u00e0 attirato attenzione con l\u2019Ecume de Mer, un otto metri che teneva insieme prestazioni, volumi e facilit\u00e0 di conduzione. Finot apparteneva a una generazione che iniziava a usare il computer per ragionare sulle forme dello scafo e sulle linee d\u2019acqua. Non era una sostituzione del lavoro di cantiere. Era un modo diverso di collegare calcolo, prova in mare e produzione seriale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio da Sailboats a Grand Soleil ha quindi una ragione industriale prima ancora che commerciale. Il nuovo nome doveva definire una famiglia di <strong>barche a vela<\/strong>, non un singolo modello. Il cantiere navale doveva dimostrare che la costruzione italiana poteva reggere il confronto con la produzione francese e nord-europea, allora molto forte nella fascia delle imbarcazioni tra 30 e 50 piedi. Il mare avrebbe stabilito se l\u2019idea fosse valida, e proprio questa formula accompagn\u00f2 l\u2019esordio del marchio.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il mare come prova concreta per un cantiere navale<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno slogan pu\u00f2 attirare l\u2019attenzione al Salone Nautico di Genova, ma non basta a rendere credibile una carena. La vela giudica ogni barca su aspetti che non si nascondono a lungo: comportamento con onda corta, rigidit\u00e0 dello scafo, equilibrio al timone, tenuta delle attrezzature, accessibilit\u00e0 della manutenzione. Nel Mediterraneo queste qualit\u00e0 incidono sulla navigazione pi\u00f9 di molte finiture viste in banchina.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza di Cantiere del Pardo \u00e8 stata leggere presto questa realt\u00e0. Non ha costruito una reputazione soltanto sull\u2019immagine del made in Italy. Ha lavorato su uno schema pi\u00f9 concreto, nel quale estetica, prestazioni e affidabilit\u00e0 dovevano restare compatibili. Per chi oggi valuta un Grand Soleil d\u2019epoca, questo \u00e8 un punto pratico. Un esemplare costruito quarant\u2019anni fa pu\u00f2 avere una struttura valida, ma richiede comunque una perizia seria su osmosi, impianto elettrico, sartiame, motore e infiltrazioni. La fama di un modello non sostituisce mai il controllo dello stato reale della barca.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella combinazione fra cultura tecnica emiliana e passione per il mare ha permesso al marchio di attraversare stagioni molto diverse. Negli anni Settanta la domanda cercava scafi capaci di competere nelle formule IOR. Negli anni Novanta cresceva la richiesta di barche pi\u00f9 confortevoli e di maggiore taglia. Dagli anni Duemila il pubblico ha iniziato a distinguere in modo netto fra racer, cruiser e modelli destinati alla crociera lunga. Grand Soleil ha cambiato progetto, materiali e organizzazione senza rinunciare a un\u2019impronta riconoscibile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trasformazione non \u00e8 lineare e non \u00e8 priva di momenti complessi. Un cantiere che realizza yacht in serie limitata deve sostenere costi elevati, gestire forniture specialistiche e aggiornare gli stampi quando la domanda cambia. La storia del marchio mostra proprio questo: ogni nuova generazione di modelli non \u00e8 solo una novit\u00e0 di catalogo, ma una risposta a come gli armatori intendono vivere la vela in quel periodo.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1774\" height=\"887\" src=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/detail-pont-voilier-cordages-winch.jpg\" alt=\"D\u00e9tail du pont d&apos;un voilier avec cordages et winch\" class=\"wp-image-339\" srcset=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/detail-pont-voilier-cordages-winch.jpg 1774w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/detail-pont-voilier-cordages-winch-300x150.jpg 300w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/detail-pont-voilier-cordages-winch-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/detail-pont-voilier-cordages-winch-768x384.jpg 768w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/detail-pont-voilier-cordages-winch-1536x768.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1774px) 100vw, 1774px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustration g\u00e9n\u00e9r\u00e9e par intelligence artificielle.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Grand_Soleil_34_del_1973_ha_definito_unepoca_della_vela_italiana\"><\/span>Il Grand Soleil 34 del 1973 ha definito un\u2019epoca della vela italiana<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>Grand Soleil 34<\/strong> viene presentato al Salone Nautico di Genova del 1973 e diventa subito il punto da cui leggere la storia successiva del marchio. Lungo 10,20 metri, nato dalle linee di Jean-Marie Finot, non era pensato come un oggetto da ammirare soltanto in porto. Doveva navigare con decisione, partecipare alle regate e offrire spazi utilizzabili da un equipaggio in crociera. In quel periodo, trovare questo equilibrio era la strada pi\u00f9 diretta per conquistare il mercato europeo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il banco di prova arriva presto. Uno dei primi GS 34, Nerone, vince la Giraglia del 1974. La regata non fu una passeggiata di vento leggero. Alle brezze iniziali segu\u00ec un forte nord-ovest, una condizione che mette in evidenza la capacit\u00e0 di una barca di mantenere assetto e ritmo quando il mare cresce. Una vittoria non trasforma automaticamente una serie in un mito, ma rende visibile una qualit\u00e0 che poi gli armatori verificano navigando.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In circa dieci anni vengono costruiti <strong>290 esemplari<\/strong> di GS 34. Altre fonti storiche riportano una cifra prossima ai 300 scafi, differenza legata al periodo di conteggio e alla catalogazione degli ultimi esemplari. Il dato rilevante resta la scala produttiva. Per un cantiere italiano dell\u2019epoca, produrre quasi trecento unit\u00e0 dello stesso modello significava aver trovato una formula costruttiva ripetibile e una domanda ampia. Molti GS 34 navigano ancora, ma il loro valore dipende dalla manutenzione eseguita nel tempo, non soltanto dal numero dello scafo.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 il GS 34 funziona ancora come riferimento<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un progetto riuscito continua a essere leggibile anche quando cambiano materiali, regolamenti di regata e abitudini degli equipaggi. Il GS 34 univa una silhouette sobria a proporzioni equilibrate. La carena di Finot privilegiava una conduzione sincera, senza cercare soluzioni estreme che avrebbero reso la barca difficile per l\u2019armatore medio. Questa scelta lo ha reso adatto sia alla regata di club sia alla crociera costiera.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi compra un usato di questa generazione, la domanda non dovrebbe essere se il modello \u201c\u00e8 storico\u201d. Dovrebbe essere se la barca risponde ancora all\u2019uso previsto. Per una navigazione familiare estiva con quattro persone, un 34 piedi degli anni Settanta pu\u00f2 offrire spazi limitati rispetto a uno scafo moderno della stessa lunghezza. Serbatoi, frigorifero, bagno, cuccette e ventilazione sono figli di un\u2019altra epoca. In compenso, una barca pi\u00f9 piccola resta gestibile nelle manovre e spesso costa meno di ormeggio rispetto a un 40 piedi contemporaneo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di un acquisto vanno verificati almeno alcuni elementi che incidono sul budget dei primi mesi. Il sartiame con pi\u00f9 di dieci anni merita una valutazione da parte di un rigger. Le paratie devono essere controllate dove incontrano scafo e coperta. Un motore datato pu\u00f2 funzionare bene, ma un refitting dell\u2019impianto di raffreddamento o della trasmissione pu\u00f2 cambiare rapidamente il costo della barca. Anche le vele vanno osservate fuori dalla sacca, perch\u00e9 una randa stanca si nota soprattutto quando il vento sale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il GS 34 ha fissato un linguaggio che Grand Soleil riprender\u00e0 molte volte: barche capaci di regatare senza costringere l\u2019armatore a vivere come su un prototipo. \u00c8 una distinzione utile anche nel charter. Una carena reattiva pu\u00f2 piacere a un equipaggio esperto, ma una settimana in famiglia richiede pure ombra in pozzetto, stivaggi accessibili e un piano di coperta sul quale chi non ha pratica possa muoversi con attenzione. La prestazione non cancella la vita di bordo.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Grand Soleil 44 - Cantiere del Pardo - ITA - SVN ON BOARD - 4k (English subtitles)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/R7srzJRqOR8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il successo del primo modello consente al cantiere di allargare il progetto. Dopo sei anni arriva il GS 41, lungo 12,39 metri, orientato alla crociera con pozzetto centrale e cabina armatoriale a poppa. Questo intervallo mostra che la crescita iniziale non era guidata dalla corsa a presentare una novit\u00e0 ogni stagione. La nuova barca doveva ampliare la gamma senza confondere il pubblico che aveva riconosciuto nel GS 34 una proposta precisa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal GS 41 in avanti, la velocit\u00e0 di sviluppo aumenta. Cambiano le dimensioni, le formule di stazza e l\u2019idea stessa di comfort. Resta per\u00f2 una continuit\u00e0: una Grand Soleil viene giudicata in navigazione prima che nel d\u00e9pliant. Per questo il GS 34 conserva un posto centrale nella storia della nautica italiana e nel mercato dell\u2019usato ben mantenuto.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_progettisti_Grand_Soleil_raccontano_levoluzione_del_design_nautico\"><\/span>I progettisti Grand Soleil raccontano l\u2019evoluzione del design nautico<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguire i nomi che hanno disegnato Grand Soleil significa percorrere cinquant\u2019anni di <strong>design nautico<\/strong>. Il cantiere ha lavorato con <strong>17 progettisti<\/strong> o studi di progettazione, ciascuno legato a una fase tecnica e commerciale diversa. Non \u00e8 una semplice successione di firme prestigiose. Ogni collaborazione porta con s\u00e9 un modo di interpretare carena, piano velico, distribuzione dei pesi, interni e processo produttivo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo Finot, il cantiere sceglie Alain Jezequel nel 1981. La richiesta \u00e8 chiara: progettare scafi marini, affidabili e realizzabili con costi di produzione pi\u00f9 controllati. Fra il 1981 e il 1985 arrivano cinque modelli, compreso il GS 35. I test svolti da Mauro Pelaschier, Tiziano Nava e Stefano Roberti, tutti legati alla stagione di Azzurra, danno a quella serie una credibilit\u00e0 concreta presso il pubblico sportivo. I risultati di produzione confermano l\u2019interesse, con circa 200 GS 39 e oltre cento GS 343 costruiti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1987 entra German Frers, progettista argentino noto per l\u2019eleganza delle sue linee e per una lunga esperienza internazionale. Il GS 52, lungo 16,30 metri, diventa l\u2019ammiraglia della gamma e raggiunge <strong>146 esemplari<\/strong>. Anche il GS 42 ottiene una produzione significativa, con circa 80 unit\u00e0. La crescita delle dimensioni racconta il cambiamento del pubblico. L\u2019armatore non cerca pi\u00f9 soltanto una barca per la regata del fine settimana, ma una piattaforma adatta a navigazioni pi\u00f9 lunghe e a equipaggi numerosi.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dalla cultura oceanica alle serie pi\u00f9 razionali<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1992 Grand Soleil vara il Maxi One, progetto di Bruce Farr. L\u2019obiettivo \u00e8 dichiaratamente oceanico e il nome del progettista \u00e8 coerente con l\u2019ambizione. Farr aveva firmato imbarcazioni vincenti nelle ultime edizioni della Whitbread, il giro del mondo allora punto di riferimento per l\u2019innovazione sulle barche d\u2019altura. L\u2019anno seguente, per il GS 50, viene coinvolto Doug Peterson, progettista legato anche allo sviluppo di America3 e alla stagione del Moro di Venezia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi nomi mostrano quanto le grandi competizioni abbiano influenzato lo yachting di serie. La Coppa America e le regate oceaniche non fornivano copie dirette da trasferire su una barca da crociera. Fornivano per\u00f2 metodi di calcolo, studio delle appendici, attenzione alla distribuzione dei pesi e nuove soluzioni per alleggerire le strutture. Il passaggio dalla regata alla produzione richiedeva prudenza, perch\u00e9 un armatore deve poter manutenere la barca e usarla in condizioni normali, non soltanto inseguire un rating.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra il 1996 e il 1998, Japec e Jernej Jakopin lavorano invece sulla razionalizzazione del prodotto. I GS 37, GS 46.3 e GS 43 raggiungono insieme circa <strong>400 esemplari<\/strong>. La loro importanza non \u00e8 soltanto estetica. In un settore a met\u00e0 strada fra industria e artigianato, rendere pi\u00f9 efficiente la costruzione significa controllare tempi, qualit\u00e0 delle laminazioni, assemblaggio degli interni e disponibilit\u00e0 dei componenti. Senza questo equilibrio, persino una bella barca pu\u00f2 diventare troppo costosa da costruire.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La serie continua con Alessandro Vismara, autore del GS 34.1 da soli 4.200 kg, e con Massimo Paperini. Il GS 40 firmato Duck Design ottiene circa <strong>230 esemplari<\/strong>, dimostrando che una barca con vocazione IMS poteva interessare anche fuori dal circuito puramente agonistico. Philippe Briand progetta il GS 56 del 2002, primo Grand Soleil con doppia timoneria e scafo realizzato con tecnica d\u2019infusione. Sono passaggi tecnici che cambiano anche l\u2019esperienza in coperta, soprattutto su scafi pi\u00f9 larghi e con poppe aperte.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi osserva questa successione vede una regola costante. Grand Soleil non ha cercato di fissarsi in una sola estetica. Ha scelto progettisti capaci di rispondere a esigenze diverse, mantenendo la volont\u00e0 di costruire barche riconoscibili e realmente naviganti.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Best for WHO? Grand Soleil 40 Walkthrough with PRO SAILOR\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/grgCwlnIHhQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Innovazione_e_artigianato_nella_produzione_delle_barche_a_vela_Grand_Soleil\"><\/span>Innovazione e artigianato nella produzione delle barche a vela Grand Soleil<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mondo delle barche a vela, la parola <strong>innovazione<\/strong> viene spesso usata in modo troppo largo. Su uno yacht significa cose misurabili: un metodo di laminazione che controlla meglio peso e resistenza, una struttura che distribuisce i carichi dell\u2019albero, un impianto pi\u00f9 accessibile, una coperta che rende pi\u00f9 chiara la manovra. Grand Soleil ha attraversato diverse tecniche costruttive senza separare la tecnologia dal lavoro degli uomini che assemblano ogni unit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio all\u2019infusione sul GS 56 del 2002 \u00e8 un esempio concreto. In questa tecnica la resina viene richiamata attraverso i tessuti di rinforzo sotto vuoto. Se il processo \u00e8 ben gestito, consente una distribuzione pi\u00f9 uniforme della resina e un controllo accurato del laminato. Non rende automaticamente una barca superiore a ogni altra costruita con metodo differente. Il risultato dipende da materiali, progetto strutturale, controlli e qualit\u00e0 dell\u2019esecuzione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni successivi, l\u2019impiego di fibra di carbonio cresce su modelli firmati Botin\/Carkeek. Il GS 37, entrato in produzione nel 2004, arriva a <strong>180 esemplari<\/strong>, mentre GS 40, GS 43, GS 46 e GS 50 sviluppano ulteriormente l\u2019uso di materiali leggeri. Il carbonio offre rigidit\u00e0 e riduzione di peso, ma comporta costi maggiori e richiede competenze specifiche anche nella riparazione. Per un armatore, il vantaggio non va valutato soltanto sul numero di nodi in pi\u00f9. Va collegato alla manutenzione futura, alla disponibilit\u00e0 di tecnici e al tipo di navigazione previsto.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Costruire bene non vuol dire costruire allo stesso modo<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artigianato in un cantiere moderno non coincide con l\u2019idea romantica di un lavoro senza metodo. Consiste nella capacit\u00e0 di adattare, rifinire, controllare e assemblare elementi complessi senza perdere precisione. Gli interni di una barca richiedono lavorazioni che una macchina non risolve da sola. Armadi, paratie, passaggi impiantistici, finiture di coperta e integrazione dell\u2019elettronica devono convivere in uno spazio soggetto a torsioni, umidit\u00e0 e vibrazioni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa realt\u00e0 spiega perch\u00e9 due yacht dello stesso modello possono avere dotazioni e comportamenti di bordo diversi. Un armatore pu\u00f2 aver scelto dissalatore, generatore, aria condizionata, elettronica da regata o un piano velico pi\u00f9 potente. Per questo chi noleggia o acquista non dovrebbe fermarsi al nome del modello. Deve chiedere la lista precisa delle dotazioni, l\u2019anno dell\u2019ultimo tagliando motore, la data del sartiame e le condizioni delle batterie. Una barca molto accessoriata pu\u00f2 essere comoda, ma anche pi\u00f9 esigente nel controllo quotidiano.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le scelte progettuali dal 2011 rendono ancora pi\u00f9 evidente l\u2019identit\u00e0 italiana del marchio. Claudio Maletto firma GS 39 e GS 43, quest\u2019ultimo primo Grand Soleil dotato di delfiniera. Marco Lostuzzi e Nauta Design avviano nel 2015 la linea Long Cruise con il GS 46 LC, che introduce il roll bar. Umberto Felci contribuisce con le linee d\u2019acqua del GS 58, mentre Nauta cura design esterno e interno. Si tratta di ruoli distinti: chi progetta lo scafo definisce il comportamento in acqua; chi studia gli spazi decide come quell\u2019imbarcazione verr\u00e0 vissuta per giorni o settimane.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il roll bar, la doppia timoneria e la poppa pi\u00f9 aperta non sono dettagli decorativi. Possono aumentare protezione, spazio e funzionalit\u00e0 del pozzetto, ma cambiano anche la disposizione delle manovre e la gestione dell\u2019ancoraggio. Per una famiglia alle prime armi in crociera, un pozzetto ampio aiuta la vita quotidiana. Non sostituisce per\u00f2 un briefing serio su verricello, tender, cime d\u2019ormeggio e uso della passerella. Mare, vento e livello dell\u2019equipaggio restano variabili che nessun allestimento annulla.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maturit\u00e0 del cantiere nasce da questo rapporto fra processi replicabili e cura del dettaglio. \u00c8 il punto in cui la tecnologia smette di essere una parola pubblicitaria e diventa una scelta verificabile sulla barca.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dalle_linee_Long_Cruise_ai_maxi_yacht_come_Grand_Soleil_riscrive_la_sua_saga_nel_2026\"><\/span>Dalle linee Long Cruise ai maxi yacht, come Grand Soleil riscrive la sua saga nel 2026<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2020 Cantiere del Pardo affida i nuovi progetti a un unico team italiano composto da Matteo Polli e Nauta Design. Polli sviluppa le linee d\u2019acqua, mentre Nauta interviene su concept e design. La scelta crea una continuit\u00e0 visiva e tecnica nella gamma, ma non appiattisce i modelli. Il GS 44 del 2020 e il GS 40 del 2022 parlano a un pubblico diverso da quello dei grandi Long Cruise o dei maxi della linea Plus.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2022 nasce la collezione <strong>Plus<\/strong>, dedicata agli yacht di grande dimensione. Il GS 72 Performance arriva per chi cerca una barca con impostazione pi\u00f9 sportiva, mentre il GS 72 LC del 2023 interpreta la crociera lunga con maggiore attenzione alla vita a bordo. Nel 2024 e 2025 la gamma si amplia con GS 65 LC e GS 65 Performance. Questa doppia lettura \u00e8 utile perch\u00e9 la lunghezza, da sola, non spiega il carattere di uno yacht.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un 65 piedi votato alla crociera lunga privilegia normalmente stivaggi, autonomia, spazi interni e protezione in pozzetto. Una versione Performance tende a cercare una maggiore reattivit\u00e0 e un piano velico pi\u00f9 orientato alla navigazione sportiva. Per un armatore che naviga con equipaggio professionale, la seconda opzione pu\u00f2 avere senso. Per una famiglia che immagina settimane lontano dalla marina, la prima merita spesso pi\u00f9 attenzione. Sono due imbarcazioni della stessa dimensione, ma implicano equipaggi, budget di gestione e abitudini di navigazione differenti.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Modello<\/th>\n<th>Periodo indicato<\/th>\n<th>Lunghezza<\/th>\n<th>Impostazione<\/th>\n<th>Dato distintivo<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Grand Soleil 34<\/td>\n<td>1973<\/td>\n<td>10,20 m<\/td>\n<td>Crociera e regata<\/td>\n<td>Circa 290 esemplari in dieci anni<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Grand Soleil 52<\/td>\n<td>1987<\/td>\n<td>16,30 m<\/td>\n<td>Ammiraglia della gamma<\/td>\n<td>Progetto German Frers, 146 unit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Grand Soleil 56<\/td>\n<td>2002<\/td>\n<td>56 piedi<\/td>\n<td>Crociera sportiva<\/td>\n<td>Infusione e doppia timoneria<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Grand Soleil Blue<\/td>\n<td>2025<\/td>\n<td>11,30 m<\/td>\n<td>Day cruiser<\/td>\n<td>Esordio del marchio nel segmento day sailing<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>GS Plus 80 LC<\/td>\n<td>In acqua nel 2026<\/td>\n<td>23,99 m<\/td>\n<td>Maxi Long Cruise<\/td>\n<td>Nuovo vertice della linea Plus LC<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Grand Soleil Blue e GS Plus 80 LC segnano due direzioni diverse<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>Grand Soleil Blue<\/strong>, presentato nel 2025, \u00e8 lungo 11,30 metri e apre il marchio al segmento dei day cruiser. \u00c8 una scelta significativa perch\u00e9 porta lo stile Grand Soleil verso un uso pi\u00f9 immediato: uscita giornaliera, aperitivo in rada, veleggiata costiera e rientro in porto. Un day cruiser non \u00e8 per forza semplice da gestire. Anche su 11 metri, vento laterale in banchina, fondali affollati e manovre a motore richiedono pratica. Per\u00f2 riduce l\u2019impegno logistico rispetto a una crociera di una settimana.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019altro estremo della gamma, il <strong>GS Plus 80 LC<\/strong> misura 23,99 metri ed \u00e8 previsto in acqua nel 2026. Va distinto dal precedente GS 80 progettato da Giovanni Ceccarelli, lungo 26 metri fuori tutto e presentato nel 2019. I nomi sono simili, ma il progetto e la collocazione di gamma non coincidono. Questa precisione evita confusione quando si leggono annunci, comunicati o schede tecniche.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una barca di quasi 24 metri non si valuta con gli stessi criteri di un 40 piedi. Il costo d\u2019ormeggio, l\u2019equipaggio, le manovre in porto, l\u2019assicurazione, la manutenzione delle attrezzature e la gestione degli impianti richiedono una struttura organizzativa diversa. Nel noleggio, uno yacht di questa taglia viene normalmente proposto con skipper e spesso con ulteriori membri di equipaggio. Il prezzo pubblicato deve chiarire sempre se include comandante, hostess, carburante, cambusa, tasse portuali e IVA, perch\u00e9 le voci extra possono incidere molto sul totale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La saga di Grand Soleil continua proprio in questa distanza fra un 11,30 metri dedicato al piacere della giornata e un maxi Long Cruise progettato per navigazioni pi\u00f9 impegnative. Due barche lontane per scala, ma unite dall\u2019idea che il design deve servire la navigazione e non soltanto l\u2019immagine in marina.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_la_storia_di_Grand_Soleil_resta_utile_a_chi_sceglie_una_barca_a_vela_oggi\"><\/span>Perch\u00e9 la storia di Grand Soleil resta utile a chi sceglie una barca a vela oggi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lunga vicenda di Grand Soleil interessa anche chi non intende acquistare un maxi yacht. Aiuta a leggere con maggiore lucidit\u00e0 una barca usata, una proposta di charter o un corso di vela. Un marchio con una storia cos\u00ec ampia riunisce modelli nati per obiettivi diversi. Confondere un GS 34 degli anni Settanta, un racer Botin\/Carkeek e un Long Cruise contemporaneo porta a confronti sbagliati fin dall\u2019inizio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi valuta un noleggio dovrebbe distinguere prima di tutto fra <strong>bareboat<\/strong> e formula <strong>skippered<\/strong>. Il bareboat mette a disposizione la barca senza comandante professionista. Richiede autonomia reale nella conduzione, non soltanto una patente nautica posseduta sulla carta. Per una prima crociera in famiglia, la formula con skipper \u00e8 generalmente pi\u00f9 adatta, perch\u00e9 permette di delegare decisioni meteo, manovre in porto e gestione dell\u2019itinerario a chi naviga professionalmente.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La patente nautica italiana e i limiti di abilitazione sono soggetti a regole che possono essere aggiornate. Prima di prenotare un bareboat, Lei deve verificare che il titolo posseduto sia valido per il tipo di navigazione e per la zona prevista, rivolgendosi alla <strong>Capitaneria di Porto<\/strong> o alla <strong>Motorizzazione Civile<\/strong> competente. Il charter pu\u00f2 inoltre imporre requisiti ulteriori, come curriculum nautico, deposito cauzionale e verifica pratica al check-in.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le verifiche concrete prima di scegliere un Grand Soleil a noleggio o usato<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un modello prestigioso non elimina la necessit\u00e0 di guardare contratto e scheda tecnica. Per una settimana in Mediterraneo, un preventivo deve indicare con precisione quante persone sono comprese, quale cabina viene assegnata e quali servizi restano esclusi. Carburante, pulizia finale, tender fuoribordo, biancheria, porto di partenza, marina di rientro e deposito cambiano il costo finale pi\u00f9 di una differenza apparente nel prezzo di listino.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Verifichi l\u2019anno di costruzione e l\u2019ultimo refitting documentato.<\/li><li>Chieda la data di sostituzione del sartiame e delle batterie.<\/li><li>Controlli se il prezzo comprende skipper, carburante e pulizia finale.<\/li><li>Legga le franchigie assicurative prima di versare il deposito.<\/li><li>Scelga l\u2019area in base alla stagione e al livello dell\u2019equipaggio.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stagione conta quanto il modello. Alle Eolie, luglio e agosto possono offrire giornate luminose e buon vento termico, ma l\u2019affollamento delle rade e il Meltemi assente non significano mare sempre facile. In Grecia, il Meltemi pu\u00f2 rendere le Cicladi impegnative fra giugno e settembre. In Sardegna, il maestrale richiede rotte conservative e porti alternativi gi\u00e0 studiati. Una barca performante reagisce bene quando \u00e8 condotta da chi sa ridurre vela, cambiare piano e rinunciare a una tappa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi guarda l\u2019usato, la stessa prudenza vale sulle serie storiche. Il GS 34 resta affascinante e pu\u00f2 essere un acquisto sensato, ma non deve diventare un progetto di restauro sottovalutato. Una perizia nautica indipendente, una prova del motore e un controllo in alaggio costano meno di una sorpresa strutturale scoperta dopo il passaggio di propriet\u00e0. Il fascino dell\u2019epoca \u00e8 un valore, non una garanzia tecnica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grand Soleil ha attraversato pi\u00f9 di mezzo secolo perch\u00e9 ha saputo cambiare modello, progettista e scala produttiva. Per scegliere oggi una di queste barche, o una formula di navigazione ispirata allo stesso modo di andare per mare, contano invece le condizioni reali di utilizzo, il livello dell\u2019equipaggio e i costi riportati nero su bianco.<\/p>\n\n<h3>Quando \u00e8 nato il primo Grand Soleil?<\/h3>\n<p>Il primo Grand Soleil 34 fu presentato al Salone Nautico di Genova nel 1973. Era lungo 10,20 metri e fu progettato dal francese Jean-Marie Finot.<\/p>\n<h3>Quanti Grand Soleil 34 sono stati costruiti?<\/h3>\n<p>Le ricostruzioni storiche indicano circa 290 esemplari costruiti nell\u2019arco di dieci anni; alcune fonti riportano una cifra vicina a 300, a seconda del periodo di conteggio considerato.<\/p>\n<h3>Che differenza c\u2019\u00e8 tra Grand Soleil Performance e Long Cruise?<\/h3>\n<p>Le versioni Performance privilegiano impostazione sportiva, leggerezza e risposta a vela. Le Long Cruise puntano maggiormente su autonomia, comfort, protezione e gestione delle navigazioni prolungate.<\/p>\n<h3>Il GS Plus 80 LC \u00e8 lo stesso yacht del GS 80 del 2019?<\/h3>\n<p>No. Il GS 80 progettato da Giovanni Ceccarelli nel 2019 era lungo 26 metri fuori tutto. Il GS Plus 80 LC, previsto in acqua nel 2026, misura 23,99 metri ed \u00e8 un progetto distinto della linea Plus Long Cruise.<\/p>\n<h3>Per un noleggio bareboat basta avere la patente nautica?<\/h3>\n<p>La patente pu\u00f2 essere richiesta, ma il bareboat richiede anche esperienza reale nella conduzione, nelle manovre e nella gestione meteo. I requisiti di abilitazione vanno verificati presso Capitaneria di Porto o Motorizzazione Civile competente, oltre che nel contratto del noleggiatore.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve Grand Soleil e Cantiere del Pardo, una storia della nautica iniziata nella Motor Valley La vicenda di Grand Soleil non parte da un grande gruppo industriale gi\u00e0 consolidato. 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