{"id":216,"date":"2026-08-15T12:21:32","date_gmt":"2026-08-15T12:21:32","guid":{"rendered":"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/"},"modified":"2026-08-15T14:53:50","modified_gmt":"2026-08-15T14:53:50","slug":"vero-volto-fogar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/","title":{"rendered":"Il vero volto di Fogar, l&#8217;infaticabile avventuriero"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Ambrogio Fogar non fu soltanto il volto televisivo di \u201cJonathan\u201d n\u00e9 un navigatore da prima pagina. Fu un uomo che trasform\u00f2 l\u2019<strong>avventura<\/strong> in lavoro, spettacolo, ricerca personale e confronto durissimo con la <strong>natura<\/strong>. Nel 2026, a oltre cinquant\u2019anni dal suo giro del mondo e a pi\u00f9 di vent\u2019anni dalla morte avvenuta il 24 agosto 2005, la sua figura continua a dividere per le imprese, gli errori e la capacit\u00e0 di rialzarsi.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Fogar<\/strong> complet\u00f2 tra il 1973 e il 1974 una circumnavigazione solitaria contro le rotte dei venti dominanti.<\/li><li>La Ostar del 1972 gli diede credibilit\u00e0 nautica, nonostante una grave avaria al timone.<\/li><li>Il naufragio del 1978 nell\u2019Atlantico meridionale port\u00f2 a 74 giorni su una zattera e alla morte di Mauro Mancini.<\/li><li>L\u2019incidente del 1992 lo rese quasi totalmente paralizzato, senza fermarne l\u2019attivit\u00e0 pubblica.<\/li><li>La sua storia resta una lezione concreta su coraggio, preparazione, esposizione mediatica e limiti umani.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_86 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/#Il_vero_volto_di_Fogar_prima_del_giro_del_mondo_in_solitaria\" >Il vero volto di Fogar prima del giro del mondo in solitaria<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/#Il_viaggio_di_Fogar_sul_Surprise_e_la_sfida_della_circumnavigazione_controvento\" >Il viaggio di Fogar sul Surprise e la sfida della circumnavigazione controvento<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/#Fogar_tra_polemiche_libro_contestato_e_immagine_pubblica_dellavventuriero\" >Fogar tra polemiche, libro contestato e immagine pubblica dell\u2019avventuriero<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/#Il_naufragio_del_1978_e_la_resistenza_di_Fogar_nellAtlantico_del_Sud\" >Il naufragio del 1978 e la resistenza di Fogar nell\u2019Atlantico del Sud<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/#Fogar_dopo_lincidente_del_1992_tra_paralisi_natura_e_ritorno_al_mare\" >Fogar dopo l\u2019incidente del 1992 tra paralisi, natura e ritorno al mare<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/vero-volto-fogar\/#Leredita_di_Fogar_per_chi_cerca_avventura_scoperta_e_coraggio_in_mare\" >L\u2019eredit\u00e0 di Fogar per chi cerca avventura, scoperta e coraggio in mare<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_vero_volto_di_Fogar_prima_del_giro_del_mondo_in_solitaria\"><\/span>Il vero volto di Fogar prima del giro del mondo in solitaria<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi immagina Fogar come un marinaio nato in un circolo nautico di prestigio parte da un\u2019immagine sbagliata. Il suo incontro con il mare arriv\u00f2 relativamente tardi, attorno ai ventiquattro o venticinque anni. Prima c\u2019erano state le montagne, gli sci, le pedalate lunghe, il paracadutismo e una ricerca quasi ostinata del limite fisico. L\u2019<strong>avventuriero<\/strong> milanese nacque quindi prima della vela, ma fu il mare a offrirgli il mezzo pi\u00f9 potente per dare una forma pubblica a quella spinta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato il <strong>13 agosto 1941<\/strong>, studi\u00f2 Scienze Politiche e lavor\u00f2 per un periodo nel settore assicurativo. Quel lavoro non gli bastava. Il desiderio di vivere di viaggio e di esplorazione era gi\u00e0 evidente nelle attivit\u00e0 giovanili. A diciotto anni attravers\u00f2 due volte le Alpi con gli sci e comp\u00ec numerosi lanci con il paracadute. Uno di questi termin\u00f2 con un incidente molto grave, causato dall\u2019apertura difettosa del paracadute. Fogar riport\u00f2 fratture diffuse e affront\u00f2 una lunga degenza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quell\u2019episodio chiarisce una parte del suo carattere, ma non va trasformato in leggenda romantica. Sopravvivere a un trauma non rende invulnerabili. Pu\u00f2 invece alimentare una percezione distorta del rischio, soprattutto quando il corpo torna a funzionare e l\u2019adrenalina diventa parte della propria identit\u00e0. Fogar ebbe spesso un rapporto diretto e talvolta eccessivo con il pericolo. Era la fonte della sua forza comunicativa, ma anche una debolezza che sarebbe riemersa negli anni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019apprendimento nautico segu\u00ec una strada autonoma. Fogar non si form\u00f2 come velista di regata inserito nei club pi\u00f9 influenti e non arriv\u00f2 al mare con una lunga tradizione familiare alle spalle. Studi\u00f2, navig\u00f2, prov\u00f2 barche e cerc\u00f2 finanziatori. Questa dimensione da autodidatta gli consent\u00ec di parlare a un pubblico molto pi\u00f9 ampio di quello della nautica italiana dell\u2019epoca. Per molti italiani, l\u2019oceano era ancora una distanza astratta, qualcosa da romanzo o da cinema. Fogar lo rese un luogo reale, duro, abitabile e pericoloso.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Passaggio della vita<\/th>\n<th>Periodo<\/th>\n<th>Che cosa mostra<\/th>\n<th>Conseguenza nella sua carriera<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Sport di montagna e paracadutismo<\/td>\n<td>Giovinezza<\/td>\n<td>Ricerca precoce della prova fisica<\/td>\n<td>Costruzione di una mentalit\u00e0 orientata alla sfida<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Avvicinamento alla vela<\/td>\n<td>Dal 1966 circa<\/td>\n<td>Scoperta del mare come spazio di lavoro e viaggio<\/td>\n<td>Preparazione alle regate oceaniche<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ostar con Surprise<\/td>\n<td>1972<\/td>\n<td>Resistenza tecnica in Atlantico<\/td>\n<td>Riconoscibilit\u00e0 nel mondo nautico<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Giro del mondo solitario<\/td>\n<td>1973-1974<\/td>\n<td>Impresa mediatica e nautica<\/td>\n<td>Ingresso nella cultura popolare italiana<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua prima grande prova oceanica fu la <strong>Ostar del 1972<\/strong>, regata transatlantica in solitaria da Plymouth a Newport. Fogar la affront\u00f2 con il suo <strong>Surprise<\/strong>, uno sloop lungo poco meno di dodici metri. Durante la traversata sub\u00ec una grave avaria al timone. Non era una difficolt\u00e0 da raccontare al ritorno davanti a una platea, ma un problema di governo che poteva rendere ogni miglio pi\u00f9 incerto. Continu\u00f2 usando l\u2019equilibrio delle vele, regolando il piano velico per mantenere una rotta praticabile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi naviga oggi con GPS cartografici, pilota automatico, AIS e comunicazioni satellitari, quella scelta va letta con precisione. Non significa che fosse giusto insistere a ogni costo. Significa che Fogar disponeva di una conoscenza pratica del comportamento della barca sufficiente per portare avanti una traversata in condizioni fortemente degradate. La navigazione a vela resta fatta di decisioni, non di strumenti che eliminano gli imprevisti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Ostar non fu il suo traguardo finale. Divenne la prova che gli serviva per cercare una dimensione pi\u00f9 ambiziosa. Il progetto del giro del mondo univa tre elementi che Fogar sapeva usare bene. C\u2019erano la <strong>scoperta<\/strong> geografica, l\u2019impresa sportiva e una costruzione mediatica capace di attirare attenzione e risorse. Senza finanziamenti, una circumnavigazione di quel tipo restava irrealizzabile. Senza una storia forte da raccontare, gli sponsor non avrebbero avuto interesse a sostenerla.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1536\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/navigazione-solitaria-barre-cordaggi-bussola-orizzonte.jpg\" alt=\"Barre et cordages d&apos;un voilier avec une boussole en mer\" class=\"wp-image-226\" srcset=\"https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/navigazione-solitaria-barre-cordaggi-bussola-orizzonte.jpg 1536w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/navigazione-solitaria-barre-cordaggi-bussola-orizzonte-300x200.jpg 300w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/navigazione-solitaria-barre-cordaggi-bussola-orizzonte-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/south-star.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/navigazione-solitaria-barre-cordaggi-bussola-orizzonte-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustration g\u00e9n\u00e9r\u00e9e par intelligence artificielle.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_viaggio_di_Fogar_sul_Surprise_e_la_sfida_della_circumnavigazione_controvento\"><\/span>Il viaggio di Fogar sul Surprise e la sfida della circumnavigazione controvento<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>1 novembre 1973<\/strong> Fogar lasci\u00f2 Castiglione della Pescaia a bordo del Surprise. Il suo progetto non era una semplice circumnavigazione con soste favorevoli e venti portanti. Scelse una rotta in senso opposto rispetto alla direzione pi\u00f9 comune dei grandi giri oceanici, affrontando quindi condizioni meteorologiche e correnti meno convenienti. Questo dettaglio spiega perch\u00e9 il suo viaggio rimase impresso nell\u2019immaginario italiano.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Surprise era uno sloop di dimensioni contenute rispetto agli yacht oceanici moderni. Avere una barca sotto i dodici metri imponeva spazi ridotti, capacit\u00e0 limitata di stivaggio e una vita di bordo senza margini inutili. Acqua, viveri, combustibile, attrezzatura di riparazione, vele di rispetto e strumenti di navigazione dovevano trovare posto a bordo. Oggi un equipaggio che prepara una lunga navigazione pu\u00f2 usare dissalatori compatti, pannelli solari efficienti e sistemi elettronici integrati. Fogar navigava in un\u2019epoca in cui la ridondanza era soprattutto meccanica e manuale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rientro avvenne il <strong>7 dicembre 1974<\/strong>, dopo <strong>345 giorni<\/strong> e circa <strong>37.000 miglia nautiche<\/strong>. Alla partenza, sul molo di Castiglione, erano presenti poche persone. Al ritorno, la folla super\u00f2 le diecimila unit\u00e0 secondo le cronache dell\u2019epoca. Non fu soltanto un successo di pubblico. Fu il momento in cui la vela oceanica entr\u00f2 nelle case italiane con un linguaggio comprensibile anche a chi non aveva mai dormito in una cuccetta o preso in mano una cima.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 la navigazione solitaria di Fogar era cos\u00ec diversa dal diporto costiero<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una navigazione d\u2019altura non somiglia a un noleggio estivo tra porti distanti venti o trenta miglia. Nel Mediterraneo, una crociera ben pianificata consente spesso di cercare riparo in giornata e di valutare previsioni a breve termine. In oceano, il navigatore deve convivere con depressioni, onde formate, avarie e isolamento. Una decisione sbagliata pu\u00f2 pesare per giorni. Fogar port\u00f2 questa realt\u00e0 davanti al pubblico senza poterla semplificare del tutto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua scelta di procedere controvento aveva anche un valore simbolico. L\u2019impresa era pi\u00f9 difficile da spiegare con una mappa che da percepire nelle immagini e nei racconti. Andare contro i venti dominanti significava accettare maggiore usura della barca, navigazioni di bolina, tempi pi\u00f9 lunghi e una pressione psicologica costante. Non era una sfida utile per un diportista che debba trasferire una barca o organizzare una vacanza. Era una scelta finalizzata a rendere eccezionale il progetto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da istruttrice, quando si parla di solitaria, conviene evitare un equivoco diffuso. La patente nautica non equivale alla preparazione per l\u2019oceano. Anche un comandante con patente oltre le dodici miglia deve costruire esperienza in manutenzione, meteo, comunicazioni, gestione delle avarie e navigazione notturna. Le regole italiane sulla patente e sulle abilitazioni vanno sempre verificate presso la <strong>Capitaneria di Porto<\/strong> o la <strong>Motorizzazione Civile<\/strong> competente, perch\u00e9 la norma amministrativa non certifica da sola l\u2019autonomia reale in mare aperto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giro del mondo di Fogar fu anche un\u2019operazione editoriale. Il Surprise venne esposto in piazze italiane e il suo diario di bordo divenne un libro di grande diffusione. La barca, normalmente oggetto tecnico destinato a chi frequenta porti e banchine, divenne un simbolo nazionale. Una parte del pubblico vide nel navigatore un eroe popolare. Un\u2019altra inizi\u00f2 a guardare con sospetto la sua capacit\u00e0 di occupare contemporaneamente il ruolo di marinaio, autore e personaggio pubblico.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella tensione non era secondaria. Nel mondo nautico, il prestigio nasce spesso dal riconoscimento dei pari e dalla verifica delle imprese. Nel mondo dei media conta anche la capacit\u00e0 di trasformare un fatto complesso in racconto. Fogar riusc\u00ec a fare entrambe le cose, ma pag\u00f2 il prezzo della sovraesposizione. Pi\u00f9 era visibile, pi\u00f9 ogni contraddizione diventava pubblica e pi\u00f9 le sue scelte venivano giudicate senza attenuanti.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"AMBROGIO FOGAR &quot;Una vita per l&amp;apos;avventura DOC&quot;\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aZNBtqA0qe0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Surprise resta il centro concreto della sua vicenda. Non \u00e8 un oggetto da mitizzare, ma la piattaforma tecnica che rese possibile una delle prime grandi narrazioni oceaniche italiane. Senza quella barca, senza mesi di autonomia e senza la capacit\u00e0 di far comprendere l\u2019oceano a chi restava a terra, il nome di Fogar non avrebbe avuto lo stesso peso nella storia della vela.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Fogar_tra_polemiche_libro_contestato_e_immagine_pubblica_dellavventuriero\"><\/span>Fogar tra polemiche, libro contestato e immagine pubblica dell\u2019avventuriero<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il rientro del 1974, Fogar divenne rapidamente un personaggio nazionale. Quel passaggio fu decisivo ma fragile. Un\u2019impresa nautica pu\u00f2 essere documentata da rotte, testimonianze, logbook, contatti radio e avvistamenti. Tuttavia, negli anni Settanta, la diffusione di queste prove presso il grande pubblico non era immediata come oggi. Non esistevano mappe satellitari accessibili in tempo reale, tracker condivisi online o archivi digitali consultabili da chiunque.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo libro sul giro del mondo raggiunse il pubblico e contribu\u00ec a rendere popolare la sua figura. In seguito emerse che alcune pagine contenevano brani ripresi da un testo del navigatore John Guzzwell. Fogar ammise il plagio. Fu un errore serio, non una semplice svista editoriale. L\u2019episodio arriv\u00f2 in tribunale e colp\u00ec la sua credibilit\u00e0 proprio nel momento in cui il navigatore era diventato il volto pi\u00f9 noto della vela d\u2019altura in Italia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel fatto nacque anche un sospetto pi\u00f9 ampio e ingiusto, rivolto alla realt\u00e0 stessa della circumnavigazione. Fogar difese la veridicit\u00e0 del viaggio. Una fotografia scattata da una nave al passaggio di Capo Horn contribu\u00ec a confermare la sua presenza lungo una delle tappe decisive. Le due questioni vanno separate con chiarezza. Il plagio riguarda la stesura di parti del libro. La circumnavigazione riguarda fatti nautici e testimonianze che non possono essere cancellati dalla scorrettezza editoriale.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La popolarit\u00e0 non sostituisce la verifica dei fatti<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parabola di Fogar resta utile anche per chi segue oggi la nautica attraverso video, social e contenuti spettacolari. Un filmato di mare grosso pu\u00f2 attirare pi\u00f9 attenzione di una pagina sulla manutenzione del timone, ma la seconda pu\u00f2 avere conseguenze molto pi\u00f9 concrete per chi parte. La popolarit\u00e0 crea fiducia, ma non \u00e8 una prova tecnica. Valeva negli anni Settanta e vale ancora nel 2026.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo talento comunicativo fu reale. Fogar sapeva usare un linguaggio diretto, spesso provocatorio, e capiva il valore della scena. Non si limitava a navigare. Costruiva un racconto attorno al viaggio, alle difficolt\u00e0 e alla propria persona. Questo rese la sua <strong>esplorazione<\/strong> accessibile a chi non conosceva termini nautici, correnti oceaniche o regolazioni di vele.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, la figura dell\u2019eroe invincibile era pericolosa. Quando un pubblico attribuisce a un uomo capacit\u00e0 fuori misura, ogni errore diventa tradimento. Fogar fu amato perch\u00e9 sembrava capace di affrontare ci\u00f2 che gli altri non avrebbero nemmeno immaginato. Fu contestato perch\u00e9, come ogni essere umano, commetteva errori, cercava visibilit\u00e0 e poteva sovrastimare le proprie risorse. Il vero volto dell\u2019avventuriero sta anche qui, nella distanza tra il mito e la persona.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua vita pubblica prosegu\u00ec tra rally, viaggi terrestri e televisione. Con \u201cJonathan\u201d, programma ideato e condotto negli anni Ottanta e Novanta, Fogar port\u00f2 in televisione un modo diverso di raccontare ambiente, animali e territori lontani. Per una generazione di spettatori fu prima di tutto quel volto televisivo. Il programma aveva un ritmo divulgativo che oggi pu\u00f2 apparire datato, ma apr\u00ec uno spazio in cui natura e avventura non erano soltanto intrattenimento esotico.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutto ci\u00f2 che Fogar fece merita approvazione automatica, e proprio questo rende il suo percorso pi\u00f9 interessante. La sua eredit\u00e0 non chiede fedelt\u00e0 al personaggio. Chiede di osservare come un uomo possa essere coraggioso e imprudente, lucido e guascone, generoso e vanitoso. Ridurlo a santo della vela o a impostore significherebbe evitare la parte pi\u00f9 scomoda della sua storia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi vuole avvicinarsi al mare, l\u2019insegnamento utile non \u00e8 imitare il gesto estremo. \u00c8 capire che ogni uscita richiede preparazione proporzionata. Una barca di charter da 40 piedi per sei persone pu\u00f2 costare, in alta stagione, <strong>da 3.500 a 6.500 euro a settimana<\/strong>, normalmente esclusi carburante, cambusa, ormeggi fuori base e deposito cauzionale. Il prezzo non compra esperienza. La competenza arriva con miglia percorse, formazione e capacit\u00e0 di rinunciare quando il meteo impone un cambio di piano.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_naufragio_del_1978_e_la_resistenza_di_Fogar_nellAtlantico_del_Sud\"><\/span>Il naufragio del 1978 e la resistenza di Fogar nell\u2019Atlantico del Sud<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda pi\u00f9 drammatica legata a Fogar inizi\u00f2 nel gennaio <strong>1978<\/strong>, nell\u2019Atlantico meridionale, al largo delle isole Falkland. Fogar navigava con il giornalista Mauro Mancini a bordo del Surprise quando l\u2019imbarcazione affond\u00f2 rapidamente dopo un attacco attribuito a orche o grandi cetacei. I due uomini riuscirono a raggiungere una zattera di salvataggio, portando con s\u00e9 quantit\u00e0 minime di cibo e nessuna riserva d\u2019acqua sufficiente.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimasero alla deriva per <strong>74 giorni<\/strong>. In una situazione simile, il problema non \u00e8 soltanto la fame. La disidratazione, l\u2019esposizione al freddo, le infezioni, l\u2019umidit\u00e0 costante, la perdita di lucidit\u00e0 e la difficolt\u00e0 di segnalarsi alle navi trasformano il tempo in un avversario continuo. Fogar e Mancini raccolsero acqua piovana e si nutrirono anche di piccoli molluschi rimasti attaccati alla zattera. \u00c8 una forma di <strong>resistenza<\/strong> che non va resa spettacolare. Ogni giorno trascorso in quelle condizioni riduceva le possibilit\u00e0 di sopravvivenza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>2 aprile 1978<\/strong> un mercantile greco, il Master Stefanos, individu\u00f2 la zattera e recuper\u00f2 i due naufraghi. Entrambi avevano perso oltre quaranta chilogrammi. Mauro Mancini mor\u00ec due giorni dopo il salvataggio, colpito da polmonite e troppo debilitato per reagire. Fogar sopravvisse, ma l\u2019evento segn\u00f2 tutta la sua vita pubblica e privata.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le accuse a Fogar e le lettere di Mauro Mancini<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il naufragio, Fogar fu bersaglio di accuse pesanti. Parte dell\u2019opinione pubblica colleg\u00f2 la tragedia alle polemiche precedenti e mise in discussione le sue decisioni di comando. Il contesto emotivo era enorme. Un uomo famoso era sopravvissuto, mentre il suo compagno di viaggio era morto. In casi simili, la ricerca di una responsabilit\u00e0 immediata \u00e8 comprensibile, ma non pu\u00f2 sostituire l\u2019analisi dei fatti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2009 il Corriere della Sera pubblic\u00f2 lettere inedite scritte da Mancini durante la deriva. Quelle parole offrivano un elemento diretto, proveniente dall\u2019uomo che si trovava sulla zattera con Fogar. Mancini descriveva l\u2019affondamento come conseguenza dell\u2019attacco subito e affermava che non dipendeva da un errore umano. Scriveva inoltre di un compagno coraggioso, equilibrato e capace di tenere alto il morale durante la prova.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le lettere non cancellano la morte di Mancini n\u00e9 trasformano il disastro in una leggenda edificante. Rendono per\u00f2 pi\u00f9 corretto il giudizio storico. Fogar non pu\u00f2 essere descritto come l\u2019uomo che condusse deliberatamente il compagno verso la morte. La testimonianza di Mancini mostra due persone travolte da un evento improvviso, con mezzi insufficienti e una probabilit\u00e0 di salvezza quasi inesistente.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La zattera offriva galleggiamento, non protezione reale da freddo, fame e mare.<\/li><li>L\u2019acqua piovana divent\u00f2 la principale risorsa contro la disidratazione.<\/li><li>Il soccorso dipese dall\u2019avvistamento di una nave mercantile, non da una localizzazione satellitare.<\/li><li>La sopravvivenza richiese disciplina, lucidit\u00e0 e sostegno reciproco per oltre due mesi.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi un equipaggio d\u2019altura dispone spesso di EPIRB registrato, radio VHF con DSC, telefono satellitare, AIS personale e zattere con dotazioni pi\u00f9 evolute. Questi strumenti riducono i tempi di ricerca, ma non annullano il rischio. Vanno controllati prima della partenza, registrati correttamente e usati da persone che sanno come attivarli. Un dispositivo chiuso in un gavone o una batteria non verificata non costituiscono una protezione concreta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la navigazione oltre costa, specie in acque fredde o lontane dalle rotte commerciali, il piano di sicurezza deve essere scritto e condiviso. Deve includere meteo, comunicazioni, ruoli, procedure uomo a mare e soglie per rinunciare. Fogar e Mancini appartengono a un\u2019altra epoca tecnologica, ma la loro vicenda resta attuale perch\u00e9 dimostra che l\u2019oceano pu\u00f2 cambiare la natura di un viaggio in pochi minuti.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Il volto di Odino nell&amp;apos;elmo di Sutton hoo?\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NyKDz0ya7Fo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tragedia dell\u2019Atlantico del Sud non definisce tutta la vita di Fogar, ma impedisce di guardarla con leggerezza. Il coraggio, quando \u00e8 reale, non elimina il dolore n\u00e9 assolve automaticamente chi sopravvive. Costringe piuttosto a portare con s\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e a continuare sotto il peso di quella memoria.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Fogar_dopo_lincidente_del_1992_tra_paralisi_natura_e_ritorno_al_mare\"><\/span>Fogar dopo l\u2019incidente del 1992 tra paralisi, natura e ritorno al mare<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni Ottanta Fogar aveva gi\u00e0 allargato il proprio campo d\u2019azione. Dopo la stagione pi\u00f9 intensa della vela, si dedic\u00f2 al Polo Nord, ai deserti, alla televisione e alle competizioni su strada. L\u2019esplorazione polare avvenne anche con Armaduk, il Siberian Husky che divent\u00f2 noto al pubblico italiano. Fogar non cercava una specializzazione unica. Cercava luoghi in cui l\u2019uomo fosse costretto a misurarsi con il clima, lo spazio e la propria tenuta psicologica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <strong>1992<\/strong>, durante la Parigi-Mosca-Pechino, il fuoristrada su cui viaggiava si ribalt\u00f2. Fogar riport\u00f2 la frattura della seconda vertebra cervicale e rimase quasi completamente paralizzato. Il corpo che aveva sostenuto oceano, gelo, deserti e zattera smise improvvisamente di rispondere come prima. Per una persona costruita sull\u2019azione fisica, il trauma non fu soltanto medico. Fu una frattura dell\u2019identit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo immediatamente successivo fu durissimo. Fogar parl\u00f2 apertamente della disperazione e della tentazione di non voler continuare. Questa parte della vicenda merita rispetto e precisione. La paralisi non \u00e8 una metafora da usare per rendere pi\u00f9 commovente una storia di successo. \u00c8 una condizione che cambia dipendenza dagli altri, autonomia quotidiana, rapporto con il dolore, accessibilit\u00e0 degli spazi e prospettive familiari.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Operazione Speranza e il significato concreto del ritorno in barca<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <strong>1997<\/strong> Fogar promosse l\u2019<strong>Operazione Speranza<\/strong>, un giro d\u2019Italia a vela dedicato alla sensibilizzazione sulle persone con disabilit\u00e0. Non fu il tentativo di fingere che nulla fosse cambiato. Fu la scelta di restare presente nel mondo che gli apparteneva, usando il mare e i porti come luoghi di incontro. Le tappe permettevano di parlare di barriere fisiche e sociali davanti a un pubblico che lo conosceva per imprese molto diverse.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vela pu\u00f2 essere praticata anche da persone con mobilit\u00e0 ridotta, ma richiede adattamenti reali. Servono passaggi sicuri in banchina, accessi pensati per la carrozzina, spazi di manovra, sistemi di trasferimento e un equipaggio che conosca le necessit\u00e0 della persona imbarcata. Una barca \u201caccessibile\u201d non si definisce da una fotografia promozionale. Va verificata guardando larghezza dei passaggi, altezza dei gradini, bagno, cuccette, plancetta e assistenza disponibile in marina.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un noleggio con esigenze di accessibilit\u00e0, Lei dovrebbe chiedere per iscritto almeno quattro informazioni concrete. Occorre sapere se il pontile ha rampe praticabili, se esiste un bagno utilizzabile a bordo, se lo skipper ha esperienza con ospiti con mobilit\u00e0 ridotta e quali limiti pone il meteo alla movimentazione in sicurezza. Un charter con skipper aggiunge indicativamente <strong>150-200 euro al giorno<\/strong> per il professionista, oltre a vitto e cabina, ma in alcune situazioni questa presenza cambia la fattibilit\u00e0 dell\u2019imbarco.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fogar torn\u00f2 cos\u00ec a ci\u00f2 che il mare gli aveva dato all\u2019inizio, ma da una prospettiva completamente diversa. Prima la barca era stata uno strumento per andare lontano e dimostrare di poter resistere. Dopo l\u2019incidente divent\u00f2 anche un mezzo per parlare della fragilit\u00e0. Questa trasformazione \u00e8 forse pi\u00f9 difficile da comprendere della circumnavigazione, perch\u00e9 non ha il fascino immediato della sfida oceanica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua attivit\u00e0 di divulgatore prosegu\u00ec fino alla morte, avvenuta il <strong>24 agosto 2005<\/strong> per infarto cardiaco. La distanza cronologica non rende la sua immagine pi\u00f9 semplice. Nel 2026 restano un navigatore che port\u00f2 l\u2019oceano nell\u2019immaginario italiano, un comunicatore capace di attrarre pubblico, un uomo coinvolto in polemiche fondate e infondate, un sopravvissuto segnato da lutti e incidenti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza della sua ultima stagione pubblica non sta nell\u2019idea che basti volere qualcosa per superare ogni ostacolo. Sta nella decisione di trovare una nuova funzione quando l\u2019esistenza aveva sottratto proprio il movimento che aveva definito la sua vita. Per questo Fogar continua a parlare anche a chi non conosce una vela da prua.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Leredita_di_Fogar_per_chi_cerca_avventura_scoperta_e_coraggio_in_mare\"><\/span>L\u2019eredit\u00e0 di Fogar per chi cerca avventura, scoperta e coraggio in mare<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardare oggi la storia di Fogar significa distinguere il desiderio di avventura dalla ricerca irresponsabile del pericolo. La vela contemporanea offre molte possibilit\u00e0 concrete per avvicinarsi al mare senza imitare imprese estreme. Un corso base di vela di cinque o sei giorni, nelle scuole italiane, pu\u00f2 costare indicativamente <strong>da 450 a 750 euro a persona<\/strong> nel 2026, con istruttore, utilizzo dell\u2019imbarcazione e materiale didattico generalmente inclusi. Trasporti, pernottamenti e tessere associative possono restare fuori dal prezzo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un corso non trasforma un principiante in navigatore oceanico. Offre per\u00f2 fondamenta verificabili. Si impara a gestire una partenza dal pontile, leggere il vento, usare le scotte, ridurre vela, eseguire una manovra di uomo a mare e collaborare con un equipaggio. La differenza tra questo percorso e il mito dell\u2019eroe solitario \u00e8 netta. La competenza cresce per ripetizione, confronto e capacit\u00e0 di ammettere ci\u00f2 che non si sa ancora fare.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come leggere l\u2019esempio di Fogar senza confondere sfida e imprudenza<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fogar mostra che l\u2019ambizione pu\u00f2 spingere una persona oltre i confini del proprio ambiente d\u2019origine. Non nacque come figura consacrata della vela. Si costru\u00ec conoscenze, cerc\u00f2 una barca e trov\u00f2 il modo di rendere il viaggio sostenibile dal punto di vista economico e mediatico. Questa parte del suo percorso pu\u00f2 essere utile a chi pensa che il mare sia riservato a pochi privilegiati.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mostra per\u00f2 anche che il desiderio di essere sempre il primo comporta un costo. In barca, la scelta pi\u00f9 coraggiosa non \u00e8 sempre quella di partire. A volte consiste nel restare in porto, rinviare una traversata o chiedere aiuto. Chi ha esperienza lo sa. Una previsione con raffiche oltre i 25 nodi, mare incrociato e equipaggio inesperto non diventa accettabile perch\u00e9 la destinazione \u00e8 bella o perch\u00e9 il noleggio \u00e8 gi\u00e0 stato pagato.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Eolie, territorio che conosce bene chi insegna vela in Sicilia, offrono un esempio semplice. Tra giugno e settembre possono essere una destinazione adatta a una prima settimana con skipper, ma il vento termico, le raffiche tra le isole e le distanze senza ripari immediati richiedono attenzione. Una barca di 40 piedi con skipper per sei ospiti pu\u00f2 richiedere un budget complessivo di <strong>da 5.500 a 8.500 euro per sette giorni<\/strong>, includendo normalmente il noleggio e il professionista, ma escludendo carburante, cambusa, porti, eventuale hostess e cauzione. Confrontare quel costo con un bareboat senza indicare queste voci produce preventivi falsamente convenienti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per una prima esperienza familiare, la formula skippered \u00e8 spesso la scelta pi\u00f9 sensata. Lo skipper gestisce manovre, ancoraggi, mete alternative e decisioni legate al meteo. Non sostituisce il buon senso degli ospiti, n\u00e9 promette un mare tranquillo. Offre per\u00f2 una presenza professionale che consente di imparare a bordo senza assumersi un livello di responsabilit\u00e0 superiore alla propria esperienza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019eredit\u00e0 culturale di Fogar passa anche dalla capacit\u00e0 di raccontare la natura come qualcosa che non si possiede. Mare, ghiaccio e deserto non esistono per confermare l\u2019immagine di chi li attraversa. Richiedono ascolto, studio e rispetto. \u00c8 un messaggio meno spettacolare del volto teso contro l\u2019onda, ma molto pi\u00f9 utile per chi decide davvero di salpare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le tante immagini di Fogar, quella da conservare non \u00e8 l\u2019uomo invincibile. \u00c8 l\u2019uomo che ha incontrato pi\u00f9 volte il limite, ha pagato conseguenze enormi e ha continuato a cercare un significato nel viaggio. Per avvicinarsi al mare, scelga formazione e progressione. L\u2019avventura diventa pi\u00f9 vera quando Lei conosce la differenza tra una sfida preparata e un rischio lasciato al caso.<\/p>\n\n\n<h3>Quando Ambrogio Fogar complet\u00f2 il giro del mondo?<\/h3>\n<p>Part\u00ec da Castiglione della Pescaia il 1 novembre 1973 e vi rientr\u00f2 il 7 dicembre 1974. La circumnavigazione dur\u00f2 345 giorni e copr\u00ec circa 37.000 miglia nautiche.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 il giro del mondo di Fogar fu considerato cos\u00ec difficile?<\/h3>\n<p>Fogar navig\u00f2 in solitaria e contro la direzione pi\u00f9 favorevole dei venti e delle correnti dominanti. La scelta rese la rotta pi\u00f9 impegnativa rispetto alle circumnavigazioni condotte con venti portanti.<\/p>\n<h3>Che cosa accadde a Fogar e Mauro Mancini nel 1978?<\/h3>\n<p>Il Surprise affond\u00f2 nell\u2019Atlantico meridionale dopo un attacco attribuito a cetacei. I due rimasero 74 giorni su una zattera, furono soccorsi il 2 aprile 1978 e Mauro Mancini mor\u00ec due giorni dopo il recupero.<\/p>\n<h3>Come cambi\u00f2 la vita di Fogar dopo l\u2019incidente del 1992?<\/h3>\n<p>Una frattura alla seconda vertebra cervicale, subita durante la Parigi-Mosca-Pechino, lo rese quasi completamente paralizzato. Nel 1997 promosse l\u2019Operazione Speranza, un giro d\u2019Italia a vela dedicato alla sensibilizzazione sulla disabilit\u00e0.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ambrogio Fogar non fu soltanto il volto televisivo di \u201cJonathan\u201d n\u00e9 un navigatore da prima pagina. Fu un uomo che trasform\u00f2 l\u2019avventura in lavoro, spettacolo, ricerca personale e confronto durissimo con la natura. 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